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La crisi al comune di Taranto

Azzeramento della giunta
alla fine silurato solo Vozza

A dieci giorni dalla decisione, il sindaco Stefàno mette le cose a posto e conferma tutti gli altri assessori

Azzeramento della giuntaalla fine silurato solo Vozza

Comune, fuori solo Vincenza Vozza. Tutti gli altri assessori tornano al loro posto. A dieci giorni dall’azzeramento della giunta, il sindaco Stefàno rimette le tessere del mosaico al loro posto. Per adesso, terrà lui stesso le deleghe che erano assegnate al giovane avvocato tarantino (Personale) in attesa di nominare un altro assessore che gli garantisca almeno un’altra presenza femminile all’interno dell’esecutivo. È questo, in estrema sintesi, l’esito della riunione svoltasi ieri sera a Palazzo di Città tra il capo dell’Amministrazione comunale ed i capigruppo di maggioranza. I rappresentanti di partiti e gruppi consiliari, da quel che si apprende, hanno sottoscritto un documento politico in cui si conferma pieno mandato al sindaco di Taranto e si ribadiscono le priorità della «squadro» di governo ormai proiettata verso gli ultimi cinque mesi di governo prima del voto della prossima primavera. Tra i temi più importanti, nel testo firmato ieri, viene sottolineata la centralità del Cis, contratto istituzionale per lo sviluppo ma anche la massima attenzione da avere nei confronti della Città Vecchia oltre che verso i piani di recupero per le periferie e le isole amministrative.
Dal punto di vista più strettamente politico, invece, non è la prima volta che Stefàno esce da un azzeramento revocando il mandato solo ad uno solo dei suoi assessori. Anche in questo caso, la mossa può apparire incomprensibile ma nella tattica di Stefàno, probabilmente, il siluramento di Vincenza Vozza vuol dire altro. Va oltre la classica revoca di un mandato assessorile ma segna piuttosto la frattura definitiva del rapporto tra il primo cittadino ed il gruppo consiliare composto da Brisci e Lessa che, (quasi) due anni fa l’aveva indicata in giunta. Più in generale, è possibile che il sindaco interpreti l’azzeramento come un metodo per tenere sulla corda tutti i suoi assessori.
E, a proposito di Brisci e Lessa, i due consiglieri comunali hanno inviato una nota stampa in cui, inizialmente, assicurano di «non voler incrementare la soap opera politica che investe da alcuni giorni le vicende dell’Amministrazione comunale di Taranto, ma riteniamo opportuno precisare e ricordare la nostra linea di condotta nella stessa Amministrazione comunale».
Poi aggiungono: «È sotto gli occhi di ogni cittadino come il sindaco, avvalendosi con forza delle facoltà previste dalla legge, faccia e disfi senza curarsi che è espressione di una maggioranza politica. Abbiamo perso il conto - osservano polemicamente - di quante volte abbia azzerato la giunta, dimissionato assessori per poi rinominarli, annunciato le sue dimissioni per poi non formalizzarle. Che dire, poi, degli atti ed iniziative relative all’attività amministrativa che il sindaco ha ritenuto di effettuare senza coinvolgere, anzi spesso senza informare, i gruppi politici ed i suoi collaboratori di giunta che più volte si sono visti senza ragione, esautorati?».
I consiglieri comunali insistono: «Ci sono state delle iniziative ed azioni amministrative rivelatesi, poi, fallimentari ed a volte solo enunciate, come è avvenuto, solo per accennarne alcune, all’isola amministrativa ed all’Aia. È proprio per parlare di condizione igienico - ambientale non ultima è la cancrena dell’Amiu. Il sindaco più volte, sempre senza confrontarsi e dare ascolto ad alcuno, ha cambiato il consiglio d’amministrazione dell’azienda chiamando anche manager da Napoli e Bari per poi rispedirli nella loro città d’origine. Per questi comportamenti - ricordano Brisci e Lessa - non siamo rimasti silenti, più volte abbiamo manifestato la nostra critica costruttiva.
Vogliamo ricordare, anche al sindaco, che fare parte di una maggioranza politica non vuole dire genuflettersi ad ogni dire del capo dell’Amministrazione, bensì collaborare per la soluzione delle problematiche, pur nella diversità ideologica (apparteniamo a partiti diversi), condividendo, come sempre abbiamo fatto, le attività ed i provvedimenti amministrativi».
In conclusione, Brisci e Lessa rivendicano «questo coerente comportamento che abbiamo sempre avuto in questi anni e, se c’è correttezza e giusta interpretazione del concetto di maggioranza politica dall’altra parte, continueremo ad avere, per questo scorcio di consiliatura».

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