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La relazione degli ispettori

Quei dubbi sui 40 milioni
il sindaco replica al Mef

Il Comune di Taranto nel mirino dell'organio di vigilanza del Ministero

Quei dubbi sui 40 milioniil sindaco replica al Mef

«Le critiche ed i rilievi mossi dagli ispettori del ministero dell’Economia e delle Finanze? Il Comune di Taranto ha operato correttamente». Lo dice, con il solito garbo istituzionale ma con stile perentorio, il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno. E lo fa firmando le risposte (in gergo, controdeduzioni) che, l’altroieri, ha inviato a Roma proprio nella sede del Mef, acronimo con cui è abitualmente indicato il ministero che, durante il Regno d’Italia, fu per tre volte guidato da Quintino Sella. Si tratta di due voluminosi testi che, allegati compresi, arrivano complessivamente a 373 pagine. Che, naturalmente, portano la firma del sindaco di Taranto ma alla stesura hanno contribuito quasi tutti i dirigenti comunali (in particolari, quelli al Personale, Bilancio - Tributi, Appalti e Contratti).
Stefàno, dunque, ha così puntualmente replicato (rilievo su rilievo) alle pesanti critiche mosse, nella scorsa primavera (era fine marzo), dai funzionari del servizio ispettivo del ministero. In buona sostanza, il capo dell’Amministrazione comunale parte ricordando le gravi carenze di organico in cui versava, negli anni dell’ispezione ministeriale, e versa tuttora il Comune.
In particolare, rispetto ad una dotazione organica stimata in 1580 unità lavorative, nel 2006, dall’ex commissario straordinario, Tommaso Blonda, ora l’Amministrazione può contare su 883 dipendenti. Di questi, appena 150 sono laureati ed anche questo, ovvero, la mancanza di personale con titoli specifici ad affrontare complesse materie economico - finanziarie, potrebbe aver contribuito a commettere qualche errore «scusabile e non sanzionabile in maniera grave», così come lo ha definito una sentenza del Consiglio di Stato del 20154 e così come lo stesso sindaco sottolinea.
Questo, in linea generale. Nel merito dei rilievi mossi dal Mef, ed in particolare a proposito dell’errata (secondo gli ispettori) collocazione nel titolo III della spesa delle somme (40 milioni di euro) da girare all’Osl per il pagamento dei creditori, Ezio Stefàno evidenzia come la scelta dell’Amministrazione comunale sia «legittima ed assunta d’intesa con il ministero dell’Interno, direzione area Finanza locale, così come dimostra la mail Pec (posta elettronica certificata) del 10 ottobre 2010 con cui - insiste il sindaco di Taranto - il dirigente del Viminale Carlo Verde confermava la correttezza della procedura attuata». Che, peraltro, se non fosse stata seguita avrebbe, paradossalmente, fatto violare i rigidi parametri del Patto di Stabilità interno con l’applicazione delle conseguenti sanzioni. Del resto, e il sindaco lo dice chiaramente, «mai il Comune avrebbe agito in questo senso» se non avesse avuto un così autorevole (ministero dell’Interno) via libera. Ovvero «va considerato - scrive il primo cittadino - che si trattava di una pronuncia qualificata proveniente dall’Autorità incaricata della vigilanza dello stesso in quanto ente locale dissestato». Il capo dell’Amministrazione comunale, dunque, al massimo consente che si parli di «errore tecnico» relativamente proprio alla destinazione all’Organismo di liquidazione dell’avanzo di amministrazione (40 milioni di euro) ed alla successiva collocazione nel titolo III delle spese del bilancio comunale. Ovvero, nella parte relative alle spese per «finanziamento» e come, invece, in quelle per «funzionamento».
Tra i rilievi avanzati dagli ispettori ministeriali, merita l’attenzione del sindaco di Taranto anche quello relativa alla mancata copertura tariffaria della Tari 2015 (tassa sui rifiuti), causata dal mancato incremento deciso dal Consiglio comunale ma per Stefàno la questione è stata già abbondantemente risolta con l’applicazione da parte della massima assise cittadina dell’avanzo di amministrazione (6 milioni di euro) tant’è che lo stesso dirigente ha sancito la copertura della tassa.
A proposito della razionalizzazione delle aziende partecipate, ancora Stefàno sottolinea come l’Azienda farmaceutica comunale sia in liquidazione così come il Distripark e che ci sia stata l’incorporazione tra Centro Ittico ed Infrataras e sia in fase di definizione la cessione del ramo d’azienda di Amiu multiservizi ad Infrataras. Il sindaco, infine, nega che ci siano stati particolari scostamenti tra le somme previste in bilancio e l’andamento effettivo della spesa.

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