Nessuno ha chiamato i soccorsi, ma un furgone 9 posti su cui il bracciante agricolo - ferito in un incidente nelle campagne di Castellaneta e che ora rischia di perdere l'uso delle gambe – è stato caricato “a mano” per essere condotto in ospedale. È quanto emerge dalle prime testimonianze ascoltate dai tecnici dello Spesal che stanno indagando su quanto avvenuto il 29 marzo scorso in un'azienda agricola del versante occidentale della provincia. Il 30enne, di origini bengalesi, era impegnato a caricare i “teli” utilizzati per la copertura delle vigne su un camion: un'operazione che, visto il peso delle strutture, di solito richiede l'imepgno di quattro persone, ma quella domenica mattina a sistemare quei pesi, resi ancora più rigidi e viscidi dalla copiosa pioggia caduta nei giorni precedenti, erano in tre. Al lavoro, infatti, c'erano la vittima, un collega e il titolare dell'azienza.
Una volta sistemati i teli i tre sono saliti a bordo del mezzo, ma si sono accorti che alcuni sporgevano dal mezzo e così hanno deciso di risistemarli in sicurezza. Il 30enne è salito sul carico, mentre il datore di lavoro ha sciolto i “nastri di sicurezza” che bloccava il carico: a causa dei teli bagnati, però, il 30enne ha perso l'equilibrio ed è caduto sull'asfalto. In quel momento, purtroppo, a causa della mancanza di blocchi, uno dei pesanti teli gli è precipitato addosso colpendolo alla testa e alla schiena. Il datore di lavoro e il collega lo hanno immediatamente spostato per accertarsi delle sue condizioni e poi il titolare dell'azienda ha chiamato con il suo telefono una persona che ha raggiunto il luogo circa 20 minuti più tardi secondo le testimonianze. A quel punto il ferito è stato caricato a bordo: preso per le mani e le gambe dai presenti. Secondo i medici del “San Pio” che lo hanno immediatamente sottoposto a una serie di accertamenti, il 30enne ha riportato lesioni a una vertebra e anche al midollo. La ferita come detto avrebbe quindi avuto ripercussioni anche sul sistema nervoso e compromesso l'uso delle gambe.
Sul posto sono intervenuti poco dopo gli investigatori dello Spesal che hanno sequestrato il mezzo sul quale l'uomo stava lavorando e avviato una serie di verifiche. Il 30enne è un richiedente asilo con un regolare permesso di soggiorno e un contratto di lavoro, che secondo alcune fonti, era in scadenza: le attività di verifica degli inquirenti si stanno concentrando sulla dinamica dell'incidente e sul rispetto delle norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il lavoratore non è fortunatamente in pericolo di vita, ma la prognosi resta al momento riservata: i medici stanno infatti monitorando le sue condizioni di salute e cercando di fare il possibile per evitare che l'episodio possa arrecare danni permanenti.
La procura di Taranto nel frattempo ha aperto un fascicolo di indagine per lesioni gravi: nel registro degli indagati è finito al momento il titolare dell'azienda agricola.















