Caccia a nuovi spazi per la “memoria” della città. Al via l’indagine per il deposito degli archivi comunali.
La macchina amministrativa si mette in moto per trovare una nuova “casa” ai propri documenti.
La giunta Bitetti, infatti, ha dato ufficialmente il via libera a un atto di indirizzo per il reperimento di un immobile in locazione da destinare a depositi archivistici. L’operazione, illustrata nella riunione dell’esecutivo dall’assessora al Patrimonio, Federica Stamerra, non è solo una questione di faldoni e scaffali, ma un tassello importante da inserire nel piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare del Municipio.
La decisione nasce da una necessità concreta: la mancanza di spazi idonei all’interno delle proprietà comunali. Una ricognizione interna ha, infatti, confermato che nessun immobile di proprietà dispone attualmente delle caratteristiche tecniche necessarie, come la superficie adeguata o la capacità di carico dei solai indispensabile per sostenere il peso degli archivi.
Inoltre, la tutela della documentazione non è opzionale. Secondo la legge, gli archivi degli enti pubblici sono considerati patrimonio culturale nazionale e sono soggetti a tutela automatica. Trovare una sede adatta serve dunque a: garantire la corretta custodia della documentazione e l’efficienza dei servizi; rispettare le normative sulla sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione incendi; evitare potenziali sanzioni per cattiva conservazione e assicurare la continuità di servizi essenziali come l’accesso agli atti e le pratiche edilizie.
Il Comune ha fissato dei paletti chiari per l’indagine di mercato, che sarà condotta dalla direzione Patrimonio. L’immobile (o gli immobili) ricercato deve possedere determinati requisiti tra cui, ad esempio, la superficie che dev’essere non inferiore a 900 metri quadrati e la durata del contratto di locazione (6 anni).
L’avviso che verrà pubblicato dal Comune, inoltre, avrà natura meramente esplorativa e non vincolante: il Municipio si riserva il diritto di valutare la convenienza della prosecuzione dell’iniziativa, senza obblighi contrattuali immediati.
Sul fronte economico, l’Amministrazione punta alla massima efficienza. La scelta della locazione passiva, del resto, è stata ritenuta preferibile rispetto a costi eccessivi da sostenere per l’acquisto o la costruzione di un nuovo edificio, e risulta più conveniente persino rispetto all’esternalizzazione completa dei servizi di archiviazione.
Per blindare la spesa, inoltre, sono previsti due passaggi-chiave: il canone proposto sarà sottoposto al vaglio dell’Agenzia delle Entrate - Demanio per certificare che sia in linea con i prezzi di mercato e sul canone, ritenuto congruo, verrà anche applicata una riduzione del 15 per cento, come previsto dalla normativa vigente per il contenimento della spesa pubblica.















