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A Taranto l'evasione tassa rifiuti: 3mila «famiglie sconosciute», 1 su 3 non paga la Tari

FABIO VENERE

E anche peggio per le multe dei Vigili. Il dato si riferisce alla tassa sui rifiuti (Tari), è filtrato nei giorni scorsi a margine delle audizioni svoltesi in commissione sul bilancio di previsione 2026 del Municipio.

Oltre 3mila famiglie (per l’esattezza 3mila 300) sconosciute al fisco del Comune di Taranto. Il dato, che si riferisce alla tassa sui rifiuti (Tari), è filtrato nei giorni scorsi a margine delle audizioni svoltesi in commissione sul bilancio di previsione 2026 del Municipio.

Per la cronaca, nel corso di una delle riunioni in cui la commissione Bilancio ha avuto in audizione il ragioniere capo, Simone Simeone, è stato proprio il dirigente comunale a suonare il campanello d’allarme rivolgendosi ai consiglieri presenti. Nel dettaglio, a proposito dell’evasione fiscale presente a Taranto, il funzionario ha evidenziato come tra le famiglie iscritte nella banca dati della Tari e quelle realmente esistenti ne manchino all’appello 3mila 300. Il dato dimostra, per l’ennesima volta, quanto il Comune faccia fatica nella lotta all’evasione fiscale in linea generale e quanto, a parte le multe dei Vigili urbani che hanno percentuali di mancata riscossione davvero elevate, questo fenomeno sia radicato proprio nel pagamento della tassa sui rifiuti. Del resto, nel parere (favorevole) espresso dal collegio dei Revisori dei conti al bilancio 2026, non a caso, emerge che il trend della riscossione della Tari non vada oltre il 70 per cento sul totale del gettito potenziale. Quindi, tirando una riga, quasi un tarantino su tre non paga la tassa sui rifiuti. E questo dato, evidentemente, contribuisce ad avere una tariffa alta visto che la Tari, per legge, deve coprire al 100 per cento il costo del servizio.

Sempre in questo contesto, il dirigente Simeone ha sottolineato anche che, rispetto a quanto accaduto tra il 2023 e il 2024, nel 2025 ci sarebbe stata una flessione nella lotta all’evasione di tasse e tributi municipali e ha, inoltre, messo in risalto l’importanza di ridurre i tempi per il recupero delle somme non incassate. Ridurli, quindi, e non allungarli, con un implicito riferimento alla rottamazione fiscale, ovvero al condono fiscale, che forse proprio per quest’orientamento dirigenziale non ha ancora visto la luce in Consiglio comunale.

La bassa riscossione, dunque, resta uno dei principali ostacoli del bilancio comunale. Che va, il prima possibile, superato. Del resto, a questo proposito, è davvero illuminante rileggere il parere al bilancio di previsione del Comune da parte dei Revisori dei conti. Che, peraltro, hanno fatto leva su alcuni passaggi della relazione tecnica firmata dallo stesso dirigente della Programmazione economico-finanziaria. Dunque, i controllori contabili del Municipio riportando il dato di previsione dei proventi dalle multe dei Vigili urbani (10,6 milioni di euro), al tempo stesso, hanno osservato che l’80 per cento (più di 8 milioni) sia stato inserito nel Fondo crediti di dubbia esigibilità, ovvero in quella sorta di contenitore in cui finiscono le somme che lo stesso Comune ritiene, per una serie di motivi, difficilmente incassabili. E, infine, il capitolo Imu: l’anno scorso il Comune ha incamerato 2,5 milioni di euro rispetto ai 15 che, invece, prevedeva di recuperare dall’evasione.

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