CRONACHE DA PALAZZO
Comune di Taranto, il 2025 è in rosso: disavanzo di 819mila euro
La somma sarà ripianata nel bilancio di previsione che ancora non c’è
I conti del 2025 del Comune di Taranto si chiudono, per ora, con un disavanzo di 819mila euro. È questo il dato del preconsuntivo del Municipio che, pur non essendo ancora definitivo, nei giorni scorsi, è stato accertato dalla stessa Amministrazione comunale. Il deficit ora dovrà essere necessariamente ripianato nel bilancio di previsione 2026 che, peraltro, non è stato ancora adottato dalla giunta Bitetti e, di conseguenza, non ancora approvato dal Consiglio comunale.
Tornando al disavanzo è difficile, in questo momento, stabilire le cause del divario tra entrate e uscite nei conti del Municipio, ma si può ipotizzare che alcune previsioni avanzate l’anno scorso non abbiano poi ottenuto un riscontro reale in termini contabili. Per la cronaca, nel caso in cui i dati del consuntivo 2025 dovessero confermare questi risultati parziali e il disavanzo venisse così confermato si farebbe davvero fatica a ritrovare, tra i bilanci del Comune, un Rendiconto con il segno meno davanti alla cifra finale. E per farlo, forse, bisognerebbe risalire persino agli anni che precedettero la dichiarazione di dissesto finanziario del Municipio (17 ottobre 2006). Certo, in questo caso, la cifra è contenuta ma, per legge, bisognerà comunque coprirla nel bilancio di previsione. Per la cronaca, inoltre, bisogna ricordare che, nell’arco del 2005, la giunta Melucci ha governato Palazzo di Città per meno di due mesi, la commissaria prefettizia Perrotta per quattro mesi e l’esecutivo Bitetti per meno di mezzo anno.
Intanto, la manovra finanziaria per l’anno in corso tarda ad essere varata. E questo conferma le difficoltà nel far quadrare i conti. Che, evidentemente, permane nonostante i robusti tagli in programma (su tutti, i 3,6 milioni di euro in meno all’ex Amat per gli adeguamenti Istat). Del resto, la ferma volontà del sindaco Bitetti di mantenere tutti i nove asili nido e di non far perdere neppure un’ora di lavoro ai 161 operatori della Multiservizi, in aggiunta ai 36 milioni di euro per la gestione dei rifiuti, rendono lo schema di bilancio particolarmente ingessato. Per questo, nonostante le sforbiciate alla spesa già quasi del tutto decise, i conti non quadrano ugualmente. Pare, per qualche milione di euro. Nel frattempo, i giorni passano e quindi vacilla anche l’ipotesi che l’esecutivo possa adottare il provvedimento entro la prima decade di febbraio. Per questo, se da un lato non è da escludere che la giunta dia il suo via libera entro fine mese, dall’altro, di conseguenza, è ipotizzabile che il Consiglio comunale possa accendere il semaforo verde alla manovra finanziaria solo a marzo. In mezzo a queste due ipotesi, però, ci potrebbe essere la diffida della Prefettura, che concede sempre altri 20 giorni a quei comuni che non hanno approvato il bilancio entro la scadenza dei termini fissati dalla legge. Sono solo ipotesi, è vero, ma che hanno il loro fondamento proprio in considerazione del fatto che, almeno sino a ieri pomeriggio, il bilancio di previsione non era stato ancora adottato dalla giunta Bitetti.
Infine, un passo indietro a proposito dei tagli. In realtà, nonostante le numerose voci circolate nei giorni scorsi, nel bilancio 2026 i Servizi sociali non subiranno tagli diretti. Ma, se così si può dire, indiretti. Si stanno infatti esaurendo, anzi sono ormai in fase di rendicontazione, i fondi ex Ilva ovvero quelli del Piano di rigenerazione sociale che, negli ultimi anni, hanno aiutato le famiglie in condizioni di disagio. Si tratta di milioni di euro impiegati per finanziare progetti destinati al welfare, che da luglio non ci saranno più.