Il caso

Taranto, raggiro da 180mila euro all’anziano: ricorso in Appello dopo le condanne

ALESSANDRA CANNETIELLO

Il carabiniere Spinelli in primo grado ha rimediato quattro anni di carcere con l’accusa di aver raggirato un anziano disabile di Martina Franca, facendosi trasferire sul conto il denaro

È fissato ad aprile il processo d’appello per il carabiniere 43enne Antonio Spinelli e per la moglie, Antonella Goffredo. Condannato a luglio a 4 anni con rito abbreviato, il brigadiere era stato arrestato a dicembre 2024 dai colleghi con l’accusa di aver raggirato un anziano disabile di Martina Franca, facendosi trasferire sul conto oltre 180mila euro. Assistiti dall’avvocato Salvatore Maggio (la Goffredo è stata condannata a 1 anno e 9 mesi con pena sospesa per il solo reato di riciclaggio) nell’atto di impugnazione il difensore sostiene che ciò che le indagini avrebbero «direttamente riscontrato in ordine alle condizioni di vita e di salute della vittima è riferibile ad un periodo molto lontano nel tempo da quello in cui si sarebbe consumato il reato contestato».

Inoltre per la difesa le testimonianze e i documenti dimostrerebbero che l’anziano era nel pieno delle sue facoltà e «non emerge alcuna prova delle presunte condotte manipolative o suggestive» di Spinelli nei suoi confronti.

Nelle oltre 100 pagine dell’atto di appello la difesa insiste sul fatto che «la vittima ha trasferito 184mila euro sul conto corrente di Antonio Spinelli consapevolmente, su consiglio dell’avvocato (non coinvolto nell’inchiesta) e con l’unico obiettivo di evitare che quel denaro fosse aggredito dalla banca». L’anziano aveva investito e perso i risparmi dopo aver vinto in primo grado la causa contro l’istituto di credito e condannato in secondo e terzo grado a restituire la somma ricevuta. Per il pm Marzia Castiglia che ha coordinato le attività investigative dei carabinieri di Taranto, Spinelli aveva convinto la vittima a spostare il denaro sul proprio conto corrente con il pretesto di evitare che lo pignorassero, ma invece lo aveva utilizzato per ripianare debiti, saldare il mutuo e altre spese personali. Per la contestazione di autoriciclaggio (oltre alla circonvenzione di incapace in concorso, Spinelli risponde anche di peculato d’uso) l’avvocato Maggio ritiene che l’impiego di quella liquidità è stato «chiaramente diretto al godimento personale» e proprio per questo non rientra «dal concetto di attività economica, finanziaria, imprenditoriale o speculativa» finalizzata dunque a ostacolarne la tracciabilità.

Coinvolti nell’inchiesta della Procura ionica, anche il vicino di casa dell’anziano, Natale Carbotti e l’avvocato Fernando Rinaldi che avrebbe assistito la vittima nella causa con la sua banca (difesi rispettivamente dagli avvocati Francesco Zaccaria e Donato Muschio Schiavone): nei loro confronti sono due i processi pendenti: uno per concorso in circonvenzione di incapace e l’altro per la tentata estorsione in concorso e per la soppressione o distruzione di atti veri e infedele patrocinio di cui risponde solo il professionista Rinaldi.

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