il problema
Ex Amiu a Taranto, situazione finanziaria, mezzi in tilt e sicurezza: è stato d’agitazione
L'azienda partecipata del Comune che si occupa della pulizia delle strade ha convocato per domani mattina i segretari di Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Fiadel e Siuls
Alta tensione tra i vertici di Kyma Ambiente e i sindacati, che hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori. Ricevuto l’atto d’accusa firmato dalle organizzazioni sindacali, a stretto di giro, l’azienda partecipata del Comune di Taranto che si occupa della pulizia delle strade ha convocato per domani mattina i segretari di Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Fiadel e Siuls. Al confronto in programma alle ore 9 del 15 gennaio, convocato dal presidente Spalluto, il segretario della Fp Cgil, Mimmo Sardelli, contattato dalla Gazzetta, fa sapere che «naturalmente ci andrò, ma ho il timore che non tutti i protagonisti in campo stiano remando nella stessa direzione che è, o almeno dovrebbe essere, quella di risanare l’azienda evitando così che tutto vada in mano ai privati. C’è poca chiarezza e grande confusione – lamenta Sardelli – che penalizza i lavoratori, costretti ad operare senza indicazioni chiare e, più in generale, i cittadini di Taranto».
Ma per quale motivo tutti i sindacati hanno azionato la leva dello stato di agitazione che, se lo strappo non dovesse essere ricucito, potrebbe essere l’anticamera di uno sciopero? In generale, nei documenti inviati in azienda nelle scorse ore, le organizzazioni sindacali hanno denunciato quella che a loro sembra davvero essere una situazione di profonda incertezza, e non solo dal punto di vista finanziario, che grava sul futuro della società. In particolare, alla base della protesta sindacale ci sono motivazioni che dipingono un quadro operativo estremamente critico; infatti, i sindacati denunciano, prima di tutto, una condizione drammatica dei mezzi aziendali, descritti come al limite della funzionalità e della sicurezza, con ripercussioni dirette sia sulla qualità del servizio offerto alla cittadinanza che sulla tutela dei dipendenti stessi. Nel documento con cui hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti, Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Fiadel e Siuls, inoltre, hanno sottolineato anche le condizioni igieniche dei locali aziendali, come ad esempio gli spogliatoi, definiti dai rappresentanti dei lavoratori “vergognosi” e caratterizzati persino dalla presenza di insetti, e questo nonostante le ripetute segnalazioni formali inviate in precedenza. Il fronte della protesta si estende poi alla gestione strategica dell’azienda, accusata di “navigare a vista” e di non coinvolgere le parti sociali nelle decisioni chiave. In particolare, le organizzazioni sindacali lamentano di essere state escluse dal confronto sul nuovo piano di raccolta, che non è stato mai presentato ufficialmente ai lavoratori, e chiedono di ricevere dei chiarimenti urgenti sul futuro degli impianti e sulle possibili ricadute occupazionali derivanti dalla cosiddetta procedura di due diligence ovvero sull’analisi dei conti da parte di una società specializzata nel settore, che in realtà non è ancora iniziata. In questo clima, le sigle sindacali hanno annullato un confronto con l’azienda previsto per la giornata di ieri, convocato in precedenza e che avrebbe dovuto discutere di altri temi, attuando così la cosiddetta procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalle leggi in materia di servizi pubblici essenziali.
Sin qui, le ragioni dello scontro. A questo punto, l’appuntamento di domani rappresenta un passaggio importante per capire se tra l’ex Amiu e i sindacati si possa riaprire un dialogo o se, invece, lo strappo possa sfociare in uno sciopero. Che, se venisse proclamato, avrebbe un impatto negativo, ulteriore, sulla pulizia della città.