l’interrogatorio
Taranto, minacce per «pagare il caffè»: parcheggiatore lascia il carcere
Il gip ha revocato la misura in carcere e disposto l’obbligo di firma in caserma ogni giorno tra le 10 e le 11 e tra le 17 e le 18 inclusi i festivi
Ha lasciato il carcere di Taranto il parcheggiatore abusivo 55enne finito in carcere venerdì scorso nel parcheggio comunale di via Principe Amedeo con l’accusa di tentata estorsione per aver minacciato una donna e il marito che erano lì con la figlia di appena 3 mesi, dopo che questi avevano rifiutato di “pagare il caffè”.
Dopo aver intimato alla donna di tacere altrimenti avrebbe ribaltato il seggiolino con all’interno la neonata, avrebbe scattato alcune foto a loro e all’automobile per poterli rintracciare in seguito. Nei confronti dell’indagato il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione dalla polizia giudiziaria: l’indagato dovrà recarsi in caserma ogni giorno tra le 10 e le 11 e tra le 17 e le 18 inclusi i giorni festivi. Per il magistrato la misura adeguata e proporzionata alla gravità dei fatti «oggettivamente di modestissima dimensione offensiva, tenuto conto oltre che delle circostanze in cui le minacce sono state proferite (…) della minima entità del profitto ingiusto che l’indagato si prefiggeva di trarre, equivalente a pochi spiccioli». Accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Luca Balistreri, durante l’interrogatorio di convalida il 55enne ha negato di aver preteso denaro o di aver rivolto minacce alla coppia ma anzi, di aver chiesto loro di spostarsi da un parcheggio riservato ai disabili e che la coppia avesse reagito in malo modo. Versione, questa che il gip ha ritenuto inattendibile.
Ai poliziotti intervenuti sul posto, marito e moglie hanno spiegato che dopo aver pagato il ticket della sosta e mentre si allontanavano sono stati raggiunti dall’uomo che chiedeva loro di spostare l’auto perché il parcheggio fosse riservato. Agli agenti la donna ha inoltre raccontato che dopo aver fatto presente al parcheggiatore che si trattasse invece di strisce blu, l’uomo avesse cominciato a inveire: «Che devo guadagnare da te? Solo pochi spiccioli? Per stare qui devi pagare! Qui facciamo soldi, tu se vuoi stare qua devi pagare...». Ma non è tutto. Perché dopo aver minacciato di danneggiare la loro autovettura, mentre la coppia chiamava le forze dell’ordine, avvertendolo che a momenti sarebbero arrivati i poliziotti, l’indagato avrebbe intimato alla donna di chiedergli scusa, baciargli le mani e mettersi in ginocchio aggiungendo che all’arrivo della polizia si sarebbe gettato in terra fingendo di aver subito un’aggressione da parte loro. Un atteggiamento aggressivo che non si sarebbe placato nemmeno all’arrivo dei poliziotti che dopo averlo portato alla calma lo hanno infine tratto in arresto.