Una forte esplosione si sarebbe verificata nel pomeriggio di oggi nel convertitore 1 dell’Acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto «durante le normali attività operative» in caldaia. È quanto emerge da una nota inviata dai responsabili dei lavoratori per la sicurezza (Rls) di Fim, Fiom e Uilm all’azienda, in cui chiedono un incontro urgente per avere chiarimenti. Non ci sarebbero feriti.
Le rappresentanze dei lavoratori riferiscono inoltre di "segnalazioni di un principio di incendio al secondo piano, sulla verticale del convertitore», ricordando che episodi analoghi «si sono già verificati in passato e risultano sempre più preoccupanti».
Nella comunicazione, indirizzata ai vertici di Acciaierie d’Italia in As, gli Rls affermano che è «indispensabile comprendere la reale situazione impiantistica dell’area interessata», individuare «le cause che hanno generato tali eventi» e conoscere «le misure immediate e strutturali» che la Direzione intende adottare per prevenirne il ripetersi.
Considerata «la gravità dei fatti», i rappresentanti dei lavoratori sollecitano la convocazione di un incontro «con la massima urgenza», avvertendo che in caso contrario "inevitabilmente ci rivolgeremo agli enti esterni».
LA REPLICA DELL'AZIENDA
Acciaierie d’Italia in Amministrazione straordinaria ha diffuso chiarimenti sull'evento emissivo non convogliato che si è verificato ieri durante il soffiaggio della colata n. 512668 nel convertitore 1 dell’Acciaieria 2 dello stabilimento siderurgico di Taranto. L'azienda precisa che l’operazione, la prima effettuata dopo la ripartenza di Afo4, «è stata eseguita con tutte le precauzioni e in conformità con quanto previsto nell’istruzione di lavoro formalizzata per la gestione della ghisa riveniente dalla partenza dell’altoforno Afo4».
Secondo la ricostruzione tecnica, il contenuto in silicio della colata avrebbe favorito temperature elevate nel convertitore, richiedendo aggiunte di materiale raffreddante «in misura superiore ai normali standard», circostanza che ha determinato l’evento emissivo.
Nelle fasi finali si è verificata «una fuoriuscita incontrollata della scoria dal convertitore e non un’esplosione" (come paventato in una nota dei sindacati), che ha investito la parte bassa della cappa mobile, danneggiandola lievemente. Il ripristino, fa sapere l’azienda, richiederà pochi turni.
L’analisi dei dati ha confermato che «i sistemi di prevenzione e i sistemi di aspirazione funzionavano correttamente» e che quanto avvenuto è stato gestito «nel rispetto delle procedure del Piano di Emergenza Esterna». Come previsto, Acciaierie d’Italia ha comunicato l’evento agli enti competenti, ai quali - precisa l’azienda - invierà una relazione tecnica dettagliata.
















