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In Puglia e Basilicata

L'allarme

Taranto, tecnico radiologia aggredita in ospedale da parenti di un paziente

Mal di gola letale, indagati 34 medici

La donna in servizio al SS Annunziata: insorgono l'ordine degli infermieri e i sindacati

02 Agosto 2022

Federica Marangio

Aggredita dai parenti di un paziente durante lo svolgimento del suo lavoro. È accaduto lunedì sera intorno alle 20 al Pronto Soccorso dell’ospedale “Santissima Annunziata” a un tecnico di radiologia. I fatti: prima è stata accerchiata e insultata con veemenza da un gruppo considerevole tra parenti e amici del paziente, poi è stata ripetutamente spintonata. Da operatrice sanitaria a paziente nel giro di pochi minuti. Sebbene il tecnico fosse in evidente difficoltà a causa dell’insistenza del gruppo che presumibilmente reclamava maggiore attenzione per il proprio parente, nessuno avrebbe interpellato le forze dell’ordine. Stando al referto medico rilasciato al Pronto Soccorso, l’operatrice aggredita avrebbe riportato agitazione reattiva a psico-stress durante il servizio, aggravata da diverse polimialgie diffuse secondarie, determinate dallo strattonamento e dalle pressioni verbali cui è stata sottoposta da una ventina di persone.

È questo il numero che si crede corrisponda ai parenti e agli amici del paziente in codice minore in attesa di prestazione ecografica al Pronto Soccorso. Insorgono i sindacati sia per l’ennesimo episodio di violenza nei confronti di un operatore sanitario nel pieno svolgimento del lavoro, sia per «la stranezza che ha portato a tale accesso incontrollato. Come hanno potuto forzare l’ingresso tutte queste persone? Tanto più in una fase in cui è ancora difficile accedere in gruppo nei presidi sanitari». Queste domande e molte altre sono state sollevate dal presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (Opi) di Taranto, Pierpaolo Volpe, il quale attende «di conoscere i dati e le indagini della Commissione d’Inchiesta annunciata dalla direzione generale dell’Asl di Taranto. Vogliamo sapere le contromisure da porre in essere per la salvaguardia del personale dipendente e riteniamo inaccettabile che ad oggi non sia stato ancora istituito un presidio permanente delle forze dell’ordine all’interno del Pronto Soccorso a tutela dei sanitari».

Tra i dubbi che sorgono circa la recentissima vicenda di aggressione al Pronto Soccorso, la quarta nel giro di pochi mesi, «l’assenza di un intervento delle Guardie Giurate. Venti persone attorno a un tecnico di radiologia non costituiscono un pericolo per lei e per gli altri? Rileviamo che il riscontro dell’Asl e del dirigente del servizio di Prevenzione e Protezione, sia inadeguato, considerando che l’umanizzazione delle cure non è sufficiente. Pretendiamo l’immediata convocazione di un tavolo permanente in Prefettura». A fargli eco, il segretario generale Uil Fpl Emiliano Messina e la segreteria dei medici coordinata da Cosimo Lodeserto e Nicola Amati, i quali invocano «lo stop alle aggressioni nei luoghi di cura». Anche la Uil Fpl insiste sulla necessità di convocare un incontro alla presenza della commissione d’inchiesta istituita a seguito dell’assalto all’otorino di qualche settimana fa all’interno del parcheggio dell’ospedale “Moscati”. «Chiediamo maggiore sicurezza per il personale sanitario – affermano all’unisono –, oramai i messaggi di cordoglio non servono più a nulla. Chiediamo che sia immediatamente fatta luce sull’accaduto e vengano perseguiti i responsabili».

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