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In Puglia e Basilicata

incidente

Ex Ilva, incendio a nastro trasportatore: nube nera

Ilva

Azienda, nessun danno a persone o cose. Evento risolto

30 Luglio 2022

Redazione online

TARANTO - Un incendio ad un nastro trasportatore dello stabilimento Acciaierie d’Italia di Taranto ha provocato una densa nube nera visibile nitidamente in città, che è stata immortalata da cittadini e attivisti con foto e video postati sui social network. L’azienda in una nota riferisce che «alle 8.40 si è verificato un piccolo incendio a uno dei nastri trasportatori che portano il minerale dal porto ai parchi, senza danni a persone o cose. Il nastro, come tutti nello stabilimento, è coperto. L’evento - aggiunge Acciaierie - è stato risolto in pochi minuti di intervento». Il movimento ambientalista «Giustizia per Taranto» parla di un «indecente spettacolo che questa mattina ci offre una fabbrica al collasso e pericolosa».

«È di stamattina la notizia dell’incendio verificatosi al nastro trasportatore, nella zona Parchi minerali. Ennesimo evento imputabile ad una carenza di manutenzione ordinaria e straordinaria più volte denunciata dalla Fim Cisl a tutti i livelli, la conferma di una gestione approssimativa dello stabilimento». Così il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano, e il coordinatore di fabbrica Vincenzo La Neve in merito all’incendio di questa mattina da cui si è sprigionata una colonna di fumo denso e nero. «L'insostenibile crisi gestionale che interessa lo stabilimento Acciaierie d’Italia - aggiungono - continua ad arrecare danni ingiustificabili agli impianti, mettendo a serio rischio l’incolumità dei lavoratori e la salute dei cittadini di Taranto. Bisogna intervenire subito per bloccare il degrado di questa situazione incredibile, rilanciando l’azienda dal punto di vista gestionale, nonché produttivo. La crisi di Governo, in tal senso, non aiuta». L’appuntamento al Mise «del prossimo 3 agosto - concludono i due esponenti della Fim - è importante soprattutto per mantenere vivo il confronto, ma sappiamo che non sarà un incontro risolutivo. E’ fondamentale che il governo in carica, nell’ambito delle funzione che gli sono state attribuite, dia delle risposte rispetto alla gestione corrente della fabbrica, spronando il socio di maggioranza per un cambio di rotta in termini anche di corrette relazioni industriali e sindacali».

Ex Ilva: sindaco Taranto, 'l'impianto arretri dalla città'

«L'ex Ilva deve arretrare rispetto alla città. È un’esigenza che siamo tornati a manifestare all’Autorità Portuale, chiedendo ufficialmente che vengano riviste le concessioni demaniali marittime del II sporgente, ma è una necessità di fronte all’ennesimo incidente registrato proprio questa mattina». Lo sottolinea il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci dopo l’incendio di questa mattina a un nastro trasportatore dell’ex Ilva. Si è sprigionata una nube nera visibile nitidamente anche a chilometri di distanza. «Ci sono troppe ragioni - aggiunge il primo cittadino - che giustificano il ridimensionamento dell’impianto e del suo rapporto con Taranto: la prospettiva tecnologico-industriale, i comportamenti verso la città, i lavoratori e l’indotto, soprattutto l’ormai avviata transizione verso un modello produttivo e sostenibile che abbia il mare come risorsa privilegiata». Sul tema, conclude Melucci, «avevamo già avviato una riflessione con il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, Sergio Prete, anche perché le due istituzioni hanno in cantiere diversi progetti: il waterfront Mar Grande, la riqualificazione dell’area cerniera tra città e porto, tutti interventi che richiedono una prospettiva nuova, dove il siderurgico sia una presenza rarefatta. Siamo certi che riprenderemo presto a discuterne, in funzione della nostra richiesta ma, soprattutto, della consapevolezza che Taranto non subirà più il peso di alcuna monocultura».

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