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In Puglia e Basilicata

Il caso

Porto di Taranto, Yilport presenta il piano industriale ai sindacati

terminal porto di Taranto

I sindacati hanno chiesto di incrementare questi numeri ed Yilport si è impegnato a garantire 5 assunzioni in più nel 2022 e 10 nel 2023

23 Maggio 2022

Giacomo Rizzo

TARANTO - Nicolas Sartini, co-Ceo di Yilport, la compagnia turca che gestisce tramite la controllata San Cataldo Container terminal, l’hub intermodale del molo polisettoriale del porto di Taranto, ha presentato ai sindacati di categoria il nuovo piano industriale che aveva consegnato nei giorni scorsi dopo la diffida dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio per i ridotti volumi di traffico. Erano presenti i segretari Michele De Ponzio della Filt Cgil, Oronzo Fiorino della Fit Cisl e Carmelo Sasso della Uiltrasporti. La società terminalista, che ha assorbito 120 lavoratori (di cui 15 a tempo determinato) ex Tct-Terminal Container terminal, la vecchia concessionaria, inizialmente ha confermato che entro la fine del 2022 questo numero salirà fino a 163 addetti e alla fine del 2023 si attesterà sulle 256 unità. Quanto al volume di traffico, Sartini ha indicato 71mila Teus per il 2022 e due opzioni per il 2023: 141mila Teus in caso di completamento del dragaggio e 90mila senza dragaggio.

I sindacati hanno chiesto di incrementare questi numeri ed Yilport si è impegnato a garantire 5 assunzioni in più nel 2022 e 10 nel 2023 e a potenziare il traffico del terminal del 5,5% ma nel 2023 e solo in caso di realizzazione del dragaggio. Lunedì prossimo, 30 maggio, si riunirà il Comitato di Gestione dell’Autorità portuale che dovrà esprimere le proprie valutazioni e decisioni in merito al piano industriale. Non è escluso che i termini della concessione siano rivisti. «La Uiltrasporti – ha dichiarato alla Gazzetta il segretario territoriale Carmelo Sasso – ha preso atto dei chiarimenti ricevuti dall’operatore e della disponibilità a rivedere, seppur in maniera marginale, le previsioni occupazionali ed operative. Rileva però come i dati forniti e le previsioni temporanee di attivazione dei vari servizi non siano corroborate da alcuna evidenza documentale o contrattuale rispetto agli operatori che dovrebbero accedere al terminal. Riferiremo il contenuto della riunione agli organismi dell'Autorità portuale per contribuire ad assumere le decisioni migliori per il porto di Taranto e per l'intero territorio».

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