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ArcelorMittal: fumata nera per i soldi dell'indotto

Arcelor Mittal: fumata nera dai due vertici

L'azienda incontra i sindacati e va a palazzo Chigi. Fatture non pagate da AM per 38 milioni. Annullata la visita a Taranto del ministro Patuanelli

03 Settembre 2020

Mimmo Mazza

TARANTO Timide promesse, nessun fatto concreto. Non hanno prodotto esiti apprezzabili i due incontri che hanno visto ieri come protagonisti l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli e il capo del personale Arturo Ferrucci. Il primo, svoltosi nella sede romana dello studio legale Cleary Gottlieb che assiste la multinazionale, ha avuto come ospiti i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm. Il secondo, invece, ha avuto come epicentro Palazzo Chigi, da dove i sottosegretari Mario Turco (Presidenza del Consiglio) e Alessandra Todde (Sviluppo Economico) hanno coordinato il tavolo sull’indotto che ha visto collegati da Taranto il prefetto Demetrio Martino e i rappresentanti di Confindustria, Camera di Commercio e Confapi. Ballavano - e visti gli esiti dell’incontro ancora ballano - 38 milioni di euro di forniture fatte ad ArcelorMittal da 76 aziende iscritte a Confindustria Taranto, forniture non pagate con una sistematicità che sta portando al tracollo molte imprese, in ritardo ormai cronico con il pagamento degli stipendi.

Il sottosegretario Turco ha proposto l’istituzione di una cabina di regia che da venerdì 11 settembre, in prefettura a Taranto, si occuperà in maniera sistematica del dossier indotto. Turco ha proposto lo strumento della cabina di regia, cogliendo al balzo la palla lanciatagli dalla Morselli che ha minimizzato l’entità dei crediti vantati dalle ditte dell’indotto («non si tratta di una grossa entità») e sostenuto, invece, l’esistenza di legami molto stretti tra ArcelorMittal e il territorio. «Ad Arcelor Mittal ho chiesto in premessa il rispetto della responsabilità economica e sociale che ha nei confronti delle imprese, della città di Taranto e di quanti sono direttamente o indirettamente coinvolti nella produzione» dice il sottosegretario Turco. «Siamo tutti consapevoli che la prospettiva industriale dell’azienda non sia ancora chiara e definita - prosegue l’esponente del Governo - e che ci siano ancora molti aspetti da definire, ma il tavolo di oggi aveva un obiettivo chiaro: verificare se ci sono le condizioni per ripristinare il rispetto degli impegni assunti, nelle modalità e nei tempi stabiliti».

Scettici si dicono i sindacati. Di «incontro inconcludente più che deludente» parla senza mezzi termini Rocco Palombella, segretario generale Uilm, che chiede al Governo un incontro urgente, da tenersi prima delle elezioni regionali. «A Taranto ci sono problemi per la sicurezza sul lavoro, le manutenzioni non si fanno, gli impianti sono fermi, ci sono migliaia di lavoratori in cassa integrazione in fortissimo disagio economico e sociale» ha spiegato Palombella. «L’incontro con ArcelorMittal ha permesso di riprendere la discussione, che non facevamo da tempo, ma ci manca un pezzo fondamentale, ovvero che fa il Governo sul problema» annota Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl mentre per Francesca Re David, segretaria della Fiom Cgil «vista la situazione delicata di questa fase, l’azienda ci ha chiesto di ristabilire delle relazioni sindacali, anche se non sappiamo nulla del futuro e soprattutto se ArcelorMittal ci sarà ancora in Italia dopo novembre».

Annullata, invece, la visita (la prima dal suo insediamento) di oggi a Taranto il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli che doveva partecipare ad un incontro promosso dalla candidata alla presidenza della Regione Puglia di M5S e Puglia Futura Antonella Laricchia.

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