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Al Moscati

Taranto, tutti negativi i tamponi sugli operatori sanitari

possiamo farcela», parla lo pneumologo del Moscati di Taranto

70 test sono stati processati dopo una settimana di «wash-out» con una turnazione programmata dei dipendenti

06 Giugno 2020

Federica Marangio

TARANTO - Tutti negativi i tamponi per i settanta operatori sanitari che gravitano attorno al reparto di Pneumologia del Moscati. I percorsi ad hoc sono stati il valore aggiunto. Un risultato che si è fatto attendere ma che è vaso un proclama ieri all’inaugurazione del dispensario.

Settanta tamponi sono stati processati dopo una settimana di wash-out con una turnazione programmata e il personale può tornare a lavoro più forte ed entusiasta di prima. Sì, a caratterizzare la squadra capitanata dal primario Giancarlo D’Alagni, determinazione, abnegazione e tanto entusiasmo. «Ci vogliono grandi uomini e grandi donne per fare grandi cose». È felice il primario D’Alagni ed elogia il suo team.

«Sono affiancato da medici competenti che hanno trasformato la paura verso questo virus subdolo nella massima scrupolosità, garantendo elevati standard di sicurezza sanitaria. I miei medici – prosegue – hanno studiato per eseguire con accortezza e solerzia i percorsi di vestizione e svestizione. Abbiamo definito percorsi ad hoc ovunque, nelle sale, nei corridoi, all’ingresso, per ridurre al minimo il rischio di contagio.

E proprio i percorsi si sono dimostrati l’arma vincente. La prudenza è stata massima e continuerà a contraddistinguere il nostro operato». L’inaugurazione del dispensario è avvenuta ieri, si diceva, ma sono 2700 le visite ambulatoriali da smaltire. «Promettiamo – ha chiosato con fermezza e umiltà D’Alagni – di profondere sempre il massimo impegno auspicando di riuscire ad accorciare entro la fine di agosto le lunghe liste d’attesa e recuperare le prestazioni rimaste sospese. Vogliamo rompere il timore della patologia che ha paralizzato non solo la nostra città ma tutta l’Italia, offrendo l’ampio ventaglio delle prestazioni sanitarie, ma servono tempo e cautela.

Non possiamo bruciare le tappe. Il paziente deve sentirsi protetto accedendo nelle nostre strutture. Un sentito grazie va anche alla direzione dell’ASL e alla Regione che hanno investito ingenti somme che si traducono in un ulteriore salto di qualità». Da martedì prossimo prende avvio anche l’attività diagnostico-oncologica che è la punta di diamante di Pneumologia. Si potrà inoltre contare su ben 8 posti letto di sub-intensiva respiratoria, monitorati in telemetria e video-sorveglianza e ulteriori 8 dotati di monitor per rilevamento istantaneo dei dati a cui consegue un pronto intervento da parte del personale sanitario e video-sorveglianza.

Una struttura che ha convertito le criticità in opportunità, tanto è che per attenersi alle direttive delle società scientifiche che invocano il distanziamento, all’interno delle camere sono previsti dei divisori realizzati in vetro che riducono al minimo ogni rischio di contagio. «Siamo noi a dover ringraziare il dottor D’Alagni – ha rimarcato il dottor Francesco Costa a nome di tutto il team di pneumologia – per essersi battuto sin dal primo momento a farci lavorare nella massima sicurezza, soprattutto all’inizio quando non era ancora chiara la pericolosità del virus. Grazie alla sua tenacia non ci sono mai mancati i dispositivi di protezione che insieme con i percorsi ad hoc hanno fatto la differenza».

Intanto proseguono le donazioni. Due defibrillatori, due aspiratori e un carrello emergenza/urgenza sono stati donati dall’Associazione Reumatici Italiani. «A nome della ASL, ringrazio la famiglia Petraroli e l’Associazione A.R.I.Anna – ha dichiarato il Direttore Sanitario Vito Gregorio Colacicco – per questo bel gesto. Ogni donazione responsabilizza gli operatori sanitari e li gratifica per il lavoro svolto».

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