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L'inchiesta

Gruista ArcelorMittal morto: spunta un video della tragedia

Ieri sopralluogo del perito incaricato dalla Procura e dei tecnici di parte

Taranto, recuperato il corpo del gruista di Arcelor Mittal

Foto Todaro

TARANTO - C’è un video che riprende il tragico incidente costato la vita al gruista di ArcelorMittal Mimmo Massaro. Immagini registrate da una delle telecamere poste nel lato nord del quarto sporgente del porto sul quale il gruista stava operando a bordo della macchina scaricatrice Dm5 quando una tempesta di vento e acqua lo fece finire in mare con tutta la gru, rendendo vana la sua corsa in sala argani. Le immagini sono confluite nel fascicolo aperto dal procuratore capo Carlo Maria Capristo e dai sostituti Raffaele Graziano e Filomena Di Tursi. Nessuna immagine significativa è stata ripresa, invece, dalle telecamere lato mare, spazzata via anch’essa dalla tempesta.

Nelle prossime ore cominceranno le operazioni di messa in sicurezza delle due gru - la Dm6 e la Dm8 - rimaste in bilico sul quarto sporgente dopo essere finite addosso alla Dm5, come si intuisce dal video acquisito dagli inquirenti. Il cronoprogramma delle operazioni di messa in sicurezza è stato al centro del sopralluogo compiuto ieri nell’area - sottoposta a sequestro - dal consulente tecnico della Procura Antonio Galati e dai consulenti tecnici di parte Giuseppe Carbone, Luca Tagliente, Maurizio Scudella, Angelo Gentile, Massimo Trotta, Antonio Ficarella, Lorenzo Spinelli e Salvatore Pantone. Il progetto di messa in sicurezza è stato redatto da Tenova e sarà realizzato dalla Tecnomec engineering.

L’inchiesta per concorso in omicidio colposo e rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro conta dieci indagati, ovvero il datore di lavoro e gestore dello stabilimento di Taranto di ArcelorMittal Italia Stefan Michel Van Campe, il capo divisione sbarco materie prime Vincenzo Di Gioia, il capo area sbarco materie prime Carmelo Lucca, il capo reparto di esercizio Giuseppe Dinoi, il capoturno esercizio quarto sporgente Domenico Blandamura, il capo squadra esercizio quarto sporgente Stefano Perrone, il capo reparto manutenzione meccanica Mauro Guitto, il capo reparto di manutenzione elettrica Andrea Dinoi, e il capoturno di esercizio al quarto sporgente, Teodoro Zezza, in servizio nel turno precedente a quello nel quale si è verificato l’incidente, e la stessa ArcelorMittal Italia, indagata per l'illecito amministrativo della legge 231 del 2001 che disciplina la responsabilità delle imprese, in ordine all'omicidio colposo.

La vittima è stata ritrovata dal nucleo sommozzatori subacquei dei carabinieri di Pescara soltanto dopo tre giorni di ricerche alle quali hanno partecipato anche la Guardia Costiera e i Vigili del fuoco, con il supporto dello Spesal. Un lavoro di squadra, coordinato dalla Procura, che ha consentito di recuperare il cadavere di Massaro e dare una risposta alla famiglia che aveva fatto appello a tutte le istituzioni per cercare il corpo di Mimmo. Stando a quanto emerso dall’esame eseguito dal medico legale Marcello Chironi, Massaro sarebbe morto per annegamento non essendo la ferita riscontrata alla testa in grado da sola di causarne il decesso.
I dieci indagati avrebbero consentito l’utilizzo di apparecchiature di sollevamento - le gru di banchina - non idonee all’uso da parte dei prestatori di lavoro, omettendo di collocare impianti destinati a prevenire infortuni sul lavoro, ovvero rimuovendoli o danneggiandoli, in tal modo cagionando l’infortunio mortale del lavoratore Mimmo Massaro.

I pubblici ministeri hanno deciso di far svolgere l’accertamento tecnico irripetibile per consentire al consulente, nel pieno contraddittorio delle parti, di ricostruire la dinamica degli eventi (individuandone le relative cause) che hanno determinato la caduta in mare della scaricatrice Dm5, a bordo della quale c'era il gruista Mimmo Massaro, e la traslazione delle gru Dm6 e Dm8. Il consulente dovrà poi accertare le condizioni strutturali e manutentive delle gru in questione al fine di verificare se le stesse esercitassero la loro attività in condizioni di sicurezza così come disposto dalla normativa vigente e e se l'attività lavorativa fosse svolta nel rispetto delle procedure e delle normative in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ieri sino alle 12 sulla banchina del quarto sporgente sono stati esaminati i dati basilari della vicenda. Al momento non è previsto, ai fini dell’accertamento tecnico, il recupero della Dm5, anche se non è escluso che tale necessità si palesi nei prossimi giorni. L’agenda di lavoro prevede il 26 agosto la rimozione e la repertazione dei teloni anti-polvere installati sulla Dm6 mentre il giorno dopo sarà fatta l’ispezione e la repertazione dei dispositivi anti-uragano sulle macchine Dm6 e Dm8.
Il collegio difensivo risulta composto dagli avvocati Francesco Paolo Sisto, Elisa Surbone, Angelo Loizzi, Roberto Sisto, Armando Pasanisi, Franz Pesare, Biagio Leuzzi, Francesco Nevoli, Feliciana Di Taranto, Roberto Di Marzo, Maria Cristina Amoruso, Antonio Liagi, Enzo Sapia. Ammessi all'accertamento tecnico irripetibile anche i consulenti dei familiari della vittima.

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