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L'intervista

Tiromancino, girato a Taranto il video di «Vento del Sud». Zampaglione:«Verrei a viverci»

Il leader Federico Zampaglione ha scelto la zona del Tarantino dove vive la sua compagna, l'attrice Giglia Marra

Tiromancino gira a Taranto il video di «Vento del Sud»: «Verrei a viverci»

Tra Puglia e Jamaica il nuovo singolo dei Tiromancino di Federico Zampaglione. È stato pubblicato da qualche giorno Vento del Sud, brano in cui la band romana utilizza i ritmi in levare, dominato dalla freschezza e dalla leggerezza gentile dell’estate che spinge anche all’inevitabile movimento del ballo. Alla pubblicazione del singolo, che segna il ritorno dei Tiromancino alla loro storica etichetta discografica Virgin Records, è stato abbinato un videoclip decisamente efficace diretto dallo stesso Zampaglione (per non dimenticarne la seconda attività di regista cinematografico) girato in Puglia, in particolare nella provincia di Taranto. La nostra regione, infatti ha ispirato Zampaglione sia nella scrittura del brano che del video. A partire da domani, giovedì 27, il cantante romano con i suoi compagni d’avventura e l’Ensemble Simphony Orchestestra inizia anche un tour estivo che ad agosto toccherà la Puglia con due tappe: al Parco di Belloluogo a Lecce (giovedì 1) e Cala Batteria a Monopoli (sabato 24).

Zampaglione, partiamo dalla Puglia: perché la scelta di girare un video in provincia di Taranto?
«Perché di quella zona è la mia ragazza Giglia (l’attrice Giglia Marra, nata a Mottola, ndr), che tra l’altro appare anche tra gli autori della canzone. Ci vado spesso da quelle parti perché si vive una vita molto più semplice, rilassata e riesco a godere di momenti unici che una città caotica e veloce non riesce a darti. Se non fossi legato a Roma da mia figlia, verrei a viverci».

Visto che frequenta la zona tarantina, come vede fumo e ciminiere da lontano?
«Brutto e pericoloso».

Com’è nato questo mix vincente tra Puglia e Jamaica?
«Nel brano ci sono i ritmi e i suoni jamaicani, ma anche sonorità tipiche italiane ispirate proprio dalla vostra meravigliosa regione. Vento del Sud, comunque, è un pezzo in cui ho voluto raccogliere delle istantanee della vita, in cui vivi fino in fondo i momenti veri ed entri in contatto con te stesso senza essere schiavo del tempo. Mi piaceva l’idea di un vento caldo e sensuale proveniente dal Sud, che quasi per magia potesse spazzare via i nuvoloni».

È un brano decisamente molto suonato.
«Sì, non ci sono tracce di computer, abbiamo usato solo strumenti. C’è una grande ricerca di suoni attraverso strumenti come marimbe, vibrafoni, la tromba suonata da mio fratello, la chitarra che suono io e un mandolino. Insomma, è una canzone con un sound artigianale, non industriale».

Recentemente siete tornati alla Virgin Records, la casa discografica che ha segnato i vostri grandi successi. Come vi siete trovati?
«Ci siamo trovati bene, anche perché è un’etichetta che ha le idee molto simili alle mie. Abbiamo raggiunto tanti successi in passato, però lo abbiamo fatto sempre pensando alla musica mai ai numeri, anche se li abbiamo fatti. I numeri devono arrivare di conseguenza, anche perché faccio musica per passione».

Veniamo al tour: quali novità rispetto al live invernale?
«Proseguiamo con l’Ensemble Simphony Orchestestra e una formazione rinnovata. Sul palco ci sono più di 20 musicisti, con una scaletta rinnovata e più ritmata».

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