storie a 4 zampe
Perché l’anestesia agli animali non deve far paura
Nella pratica si possono applicare diversi protocolli, tutti ampiamente studiati e testati e per questo sicuri
L’anestesia è una pratica medica indispensabile per poter sottoporre ad interventi chirurgici i nostri amici animali. Va detto però che pur essendo una pratica comune e sicura, è fra le pratiche mediche che più di tutte destano preoccupazione nei padroni degli animali e non solo, poiché a volte potrebbe avere effetti imprevedibili sino anche mortali. È questo il motivo che crea ansia e stress in molti padroni dei Pet e per cui spesso chiedono al proprio veterinario se è proprio indispensabile affrontare l’intervento chirurgico e poi ancora: quanto dura l’anestesia e se gli verrà riconsegnato sveglio o ancora addormentato ed altro ancora. Adesso vedremo cosa fare prima e dopo di una anestesia generale che permette di eseguire interventi chirurgici invasivi e dolorosi senza che il paziente se ne avveda. Va anche precisato che spesso si è costretti a ricorrere all’anestesia generale anche per delle pratiche diagnostiche che non si potrebbero effettuare quando l’animale è vigile. Degli esempi: eseguire delle radiografie per la diagnosi della displasia e per molto altro, o per un’indagine TAC, come per la risonanza magnetica.
Ma questo vale anche per interventi brevi come ad esempio la detartrasi ed altri piccoli interventi. Nella pratica anestesiologica si possono applicare diversi protocolli, tutti ampiamente studiati e testati e per questo sicuri per le diverse categorie di pazienti: cuccioli, adulti, pazienti anziani, pazienti con patologie, animali non convenzionali ed altri. In ogni caso, prima di sottoporre un paziente ad anestesia è sempre bene effettuare un controllo cardiologico e degli esami del sangue affinchè valutare lo stato di salute generale e per poter stabilire in base all’esito degli esami gli anestetici più adatti al paziente.
Anche in veterinaria al pari dell’umana esistono diversi tipi di anestesie che a secondo del tipo di farmaco, del dosaggio e delle vie di somministrazione, è possibile effettuare: «l’anestesia locale», che induce la perdita completa di sensibilità delle parti del corpo dove viene praticata; «l’anestesia generale», quando la perdita di sensibilità è accompagnata anche dalla perdita di coscienza; mentre «l’anestesia chirurgica» prevede anche l’azione miorilassante (rilassamento dei muscoli), che permette di operare senza la minima percezione del dolore è senza nessun movimento involontario da parte del paziente. Devo però precisare che per i nostri amici animali l’anestesia locale pur se valida non è sempre utile praticarla, poiché sono pazienti poco collaborativi. Infatti se non sono in sedazione generale lolo sono indotti a muoversi e quindi per fare un piccolo intervento come ad esempio potrebbe essere l’enucleazione di una cisti cutanea, pur non avvertendo nessun tipo di dolore grazie all’anestesia loco-regionale, si potrebbero alzare sul tavolo operatorio impedendo di fatto l’espletazione di un tranquillo ed asettico intervento chirurgico. Vediamo adesso come si procede per effettuare un’anestesia generale. Si usano farmaci iniettabili ed inalatori, quasi sempre combinati affinché poter garantire sicurezza e controllo del dolore unitamente a comfort post operatorio. Vediamo adesso qual è la differenza tra sedazione e anestesia generale . Per la sedazione o pre anestesia nel cane vengono utilizzati farmaci come i tranquillanti: le benzodiazepine o l’acepromazina. Si possono praticare «dosaggi bassi» che servono a tranquillizzare l’animale, ma anche «dosaggi maggiori» in grado di indurre una sedazione più profonda che mantiene il cane in uno stato di rilassamento profondo, ma parzialmente responsivo. Condizione questa che si diversifica dall’anestesia generale, perché quest’ultima è caratterizzata dalla perdita completa di coscienza. Vengono utilizzati protocolli in rapporto all’età, alla taglia e allo stato di salute dei soggetti da dover operare. Da ricordare sempre, che per sottoporre un paziente ad anestesia generale deve essere a completo digiuno da almeno 8 ore, evitando anche di bere. Questo affinché prevenire un possibile vomito o rigurgito durante l’anestesia che potrebbe essere aspirato in trachea con conseguenze anche tragiche: come soffocamento o grave polmonite (denominata polmonite ab ingestis).
Concludendo devo dire che il paziente può essere dimesso solo dopo che è in grado di essere perfettamente autonomo nelle sue funzioni. Quindi tornando a casa potrà riprendere a nutrirsi mangiando e bevendo senza correre nessun rischio.