Come preannunciato anche oggi vi parlerò di altre eccezionali virtù della ossigeno ozonoterapia. Per chi non avesse letto l’articolo precedente farò qualche doverosa premessa per far capire che si tratta di una terapia innovativa dalle straordinarie capacità di guarigione. Come già detto la settimana scorsa, è in grado di agire contro ogni tipo di malattia, in quanto ha proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche, antibatteriche, antimicotiche, ed antivirali. Inoltre riesce a ripristinare le difese immunitarie e a rigenerare i danni tissutali. E tutto questo non basta, perché l’ossigeno-ozonoterapia spesso si rivela anche un grande alleato contro altre gravi malattie, tra cui le tantissime ernie del disco. Patologia questa molto frequente sia per noi che per i nostri amici animali a carico della colonna vertebrale, dovuta a compressioni radicolari o protrusioni discali, che sono alla base delle temutissime lombosciatalgie.
Dovete anche sapere che un altro grande aiuto che spesso ci viene fornito da questa speciale terapia riguarda le deleterie ed assillanti malattie allergiche, soprattutto alimentari ed ambientali, che sempre con maggior intensità affliggono sia noi che i nostri amici animali di casa. È proprio di un caso di questo tipo che oggi vi voglio parlare, che ho già narrato nel mio libro «Il Giuramento di Aristotele». Riguarda Ulf, un cane Boxer di solo due anni, che mi fu portato da Roma, poiché gravemente ammalato da oltre tre mesi. Era stato curato in diverse cliniche della capitale, senza alcun giovamento. Anzi, aggiungeva la signora Stefania (proprietaria del cane), che anziché migliorare, si era ulteriormente aggravato «riducendosi ad una larva». Era talmente grave che l’ultimo dei veterinari che lo aveva avuto in cura aveva detto che ormai si trattava di un caso inguaribile e giunto al termine, tanto da sconsigliare di insistere con altre terapie, poiché a suo parere sarebbe stato meglio evitare dell’ulteriore accanimento terapeutico e procedere all’eutanasia. Di fronte a tale infausta diagnosi, la signora Stefania era andata letteralmente in tilt ed il giorno dopo, previa telefonata, mi aveva raggiunto a Bari.
Quando Ulf arrivò nella mia clinica e lo vidi ne rimasi del tutto sconcertato per le sue assurde condizioni di salute. Era fortemente emaciato al punto di aver raggiunto un aspetto cachettico al limite della sopravvivenza. Presentava una profonda dermatite estesa a quasi tutto il corpo, tanto che la sua pelle cadeva a pezzi. Era dimagrito come un chiodo così che gli si potevano contare le ossa. Nonostante l’evidente gravissimo quadro clinico di Ulf la signora Stefania, che aveva molta fretta di rientrare a Roma, mi disse con assoluta certezza che sarebbe tornata per riprendersi Ulf, non appena l’avessi guarito. A quella sua affermazione ebbi una reazione quasi inconscia e le feci presente che non ero Sant’Antonio Abate, con il quale lei, forse, mi stava scambiando, che avrebbe potuto operare il miracolo. Le promisi comunque che avrei fatto l’impossibile, adoperandomi in ogni modo per aiutare il povero Ulf.
Lei aggiunse che nutriva una immensa fiducia nei miei confronti ed era certa che l’avrei guarito e mi spiegò perché: anni prima, quando era ancora una ragazzina, era venuta insieme ai suoi genitori da Taranto per portarmi un altro caso disperato. Un cane affetto da Leishmaniosi in fase avanzata, che l’aveva ridotto in fin di vita come Ulf. All’epoca era una malattia emergente, ancora sconosciuta a quasi tutti i miei colleghi, ma non lo era per me, poiché le avevo dedicato la mia tesi di laurea «sperimentale». Quindi immediatamente inquadrai quel caso clinico disperato ed in modo sicuro e tempestivo procedetti alle dovute terapie. E nonostante la gravità estrema di quel caso, in tempi anche brevi, riuscì a salvarlo. Ecco spiegato il motivo dell’ottimismo di Stefania, per cui era convinta che anche in questo caso avrei salvato il suo Ulf. Non fu per niente facile addivenire alla diagnosi, poiché il gravissimo quadro clinico di Ulf faceva pensare a svariate malattie. Senza perdermi d’animo iniziai immediatamente a curare Ulf mettendolo in terapia intensiva. In primis per cercare di arginare il suo grave stato di disidratazione, ma anche per poterlo nutrire dato che già da giorni era totalmente inappetente. Era anemico da codice rosso e prontamente lo sottoposi a delle trasfusioni, unitamente ad altre importanti terapie. Nel contempo avevo avviato anche una serie di indagini cliniche per cercare di scoprire quale fosse la malattia che lo stava uccidendo. La diagnosi che emerse fu che Ulf era un soggetto super allergico, dal momento che furono evidenziate molte positività allergiche e anche diverse intolleranze alimenti. Poi con tanta fatica riuscii a stabilire quali fossero gli alimenti da lui tollerati, potendo finalmente seguire una corretta alimentazione, poiché proprio l’intolleranza di alcuni alimenti era stata la causa di tutti i suoi guai. Fu a quel punto che avviai la terapia più importante, che in sinergia con tutte le altre, fu determinante per far guarire Ulf dalla sua gravissima malattia allergica, ovvero l’ossigeno-ozonoterapia. Come potete immaginare, grazie ai suoi molteplici ed eccezionali effetti benefici, anche in questo caso disperato si rivelò l’arma vincente per la guarigione di Ulf.















