Nel 2015 i registi Davide Barletti (leccese) e Lorenzo Conte (romano) hanno portato con successo sul grande schermo un progetto che sulla carta partiva come ambizioso. Stasera alle 21 Rai Storia ripropone il film che ottenne una candidatura ai David di Donatello La guerra dei cafoni.
La storia: a Torrematta, territorio selvaggio e sconfinato in cui non vi è traccia di adulti se si esclude il gestore di un capanno-bar, ogni estate si combatte una lotta tra bande. Da una parte i figli dei ricchi, i signori, e dall’altra i figli della terra, i cafoni. A capo dei rispettivi schieramenti si fronteggiano il fascinoso Francisco Marinho e il cupo Scaleno. Si combattono dalla culla, trascinando nel conflitto di classe i propri «soldati».
L’opera cinematografica racconta di una Puglia magica e immaginaria, dove ogni estate si vive una «guerra» tra classi. La sfida dei registi è di scolpire cinematograficamente uno scenario orfano dei grandi uomini. Ne nasce un turbine sociale che muta la propria esplicita conflittualità per sprofondare in fenomeni che, se non fossimo nell’assolata Puglia (che ospita le scene del film), si potrebbero definire «carsici».
A prevalere in questa mutazione è la temibile figura di Cuggino, il quale segna l’ingresso ufficiale della malavita organizzata nel tessuto sociale. I «cafoni» non vogliono diventare delinquenti, come viene detto in una battuta, ma i delinquenti sapranno come progressivamente espropriarli della loro valenza che ha radici ancestrali. Recitano davanti alla telecamera Pasquale Patruno, Letizia Pia Cartolaro, Donato Paterno, Angelo Pignatelli e Alice Azzariti.
















