L'inserto mensile

Uomini che amano le donne: torna in edicola La Gazzetta delle Donne

Carmela Formicola e Maristella Massari

Ogni sabato del mese in edicola e online con la Gazzetta del Mezzogiorno

C’ è una frase che negli ultimi anni abbia- mo sentito ripetere spesso: la violenza sulle donne riguarda gli uomini. Non nel senso dell’accusa, ma della responsabilità. Per- ché se è vero che le vittime sono quasi sempre donne, è altrettanto vero che il cambiamento culturale capace di fermare quella violenza non può nascere soltanto dalle donne. È da qui che prende forma il titolo dell’evento con cui La Gazzetta delle Donne celebra il suo primo anno di vita l’8 marzo: “Uomini che amano le don- ne”. Un titolo che gioca con un immaginario lette- rario noto, ma che prova soprattutto a ribaltarlo. Non la cronaca della distruzione, ma la responsa- bilità della cura, del rispetto, della parola. Perché l’amore, quello vero, non è possesso. Non è controllo. Non è paura. È libertà reciproca, rico- noscimento dell’altro, capacità di stare accanto senza dominare. Eppure la cronaca continua a dirci che questo passaggio culturale non è ancora compiuto. Nomi di donne uccise che diventano per qualche giorno titoli di giornale e poi scivolano nella memoria corta dell’opinione pubblica. Storie di violenza che non cominciano con un colpo, ma molto prima: con una parola svalutante, con un controllo eco- nomico, con la gelosia scambiata per sentimento, con l’idea – ancora diffusa – che una donna sia qualcosa che appartiene. In questi mesi, sulle pagine della Gazzetta delle Donne, abbiamo provato a raccontare proprio questo: la violenza fisica come ultimo atto di una catena più lunga fatta di stereotipi, disuguaglian- ze, linguaggi distorti, dipendenza economica. Perché la libertà delle donne non è un tema di costume: è una questione di democrazia. Forse il punto è proprio qui: smettere di racconta- re la violenza solo come emergenza e cominciare a parlare con più forza della responsabilità degli uomini nel costruire un’altra idea di relazione. Non come antagonisti, ma come alleati. Gli uomini che amano le donne esistono: padri che educano al rispetto, colleghi che riconoscono il merito, compagni che non temono l’autonomia femminile ma la considerano la condizione stessa di un amore maturo. È a loro che abbiamo pensato immaginando que- sto numero. Perché le parole contano. Ma conta anche il silenzio che le segue: lo spazio in cui ciascuno è chiamato a interrogarsi su cosa signi- fichi davvero amare. E su quanto la libertà delle donne sia, prima di tutto, una misura della nostra democrazia.

Privacy Policy Cookie Policy