PUNTI DI VISTA
L’epilogo tragicomico del Primitivo Jannik
Consigli (semiseri) per usare le 73 bottiglie
Sono molto cauto quando le notizie che stimolano i miei ‘Punti di vista’ arrivano da Manduria, la mia città. I motivi sono intuibili. Ma evitare di scriverne equivarrebbe a viltà. Perciò la storiaccia Primitivo per Sinner merita un ragionamento. Quello che poteva essere considerato un infortunio (l’ennesimo…) del buonsenso, si è trasformato in una tempesta politica, visto l’avvicinarsi delle elezioni regionali - prima - e amministrative - subito dopo. Quelle 73 bottiglie hanno rotto una sorta di sotterranea pace tra maggioranza e una parte dell’opposizione. Le aspre rimostranze del ‘Consorzio Tutela del Primitivo di Manduria’ dicono, infatti, altro: non solo difendono il ‘Primitivo’ da una operazione di marketing goffa e avventata, ma evidenziano quanto il consociativismo alla manduriana sia finito.
Quindi la polemica Primitivo per Sinner è il primo atto della lunghissima e tragicomica campagna elettorale che investirà la città messapica. Manduria, capitale del disincanto, la affronterà nel modo in cui si affrontano le disgrazie inevitabili: una mano appoggiata sul cuore, l’altra impegnata in gesti apotropaici e l’ultima a difendere il portafoglio. Resta, però, il dilemma di cosa fare di quelle malinconiche 73 bottiglie di vino. Ci fosse uno chef spiritoso, potrebbe inventarsi il ‘Brasato al vino sbagliato’; un oste spregiudicato potrebbe preparare il ‘Vin brulé col Primitivo che non c’è’; un impresario delle pompe funebri fantasioso potrebbe impregnare con quel vino il legno delle bare e proporre, agli imminenti de cuius, l’ultima dimora con lo slogan ‘Se fosse Primitivo, respirando resti vivo’, dato che la speranza è l’ultima a morire.
Ma, intanto, il danno è stato fatto. La portata mediatica dell’evento e le censure arrivate da una parte finora e solitamente silenziosa della classe dirigente manduriana, impediranno l’ammortizzazione (sarebbe l’ennesima…) del tonfo. Soprattutto perché, a Manduria, il ‘Primitivo’ è una cosa seria. Sentita. Parecchio sentita. Gli imprenditori vitivinicoli sono la spina dorsale della città delle Mura Messapiche e del Fonte Pliniano. Danneggiarli ulteriormente, dopo una vendemmia che ha abbattuto il prezzo delle uve di circa cento euro al quintale, è quanto di più deleterio si possa immaginare. Il comparto ‘Primitivo’ significa consenso, voti, legittimità. E il secondo mandato, iniziato appena tre mesi fa, di Novella Pastorelli, eletta presidente del ‘Consorzio Tutela del Primitivo di Manduria’, ha cominciato a mostrare gli artigli. E certi graffi fanno male.