Giovedì 24 Gennaio 2019 | 03:22

Torsello - Il "miracolo" di don Bello

Alessano è il paese d'origine sia del compianto vescovo - presidente di "Pax Christi" - sia di Gabriele, il fotoreporter rapito e rilasciato in Afghanistan. Don Tonino - raccontano - in sogno ha annunciato…
Gabriele Torsello ALESSANO (Lecce) - La foto di Gabriele Torsello giganteggia su una facciata della Torre dell'orologio in piazza don Tonino Bello, proprio di fronte alla maestosa chiesa Collegiata del XVIII Secolo, ex cattedrale del piccolo paese. L'immagine che ritrae il volto sorridente di Gabriele è stata issata quando il fotoreporter è stato rapito e nessuno ancora ha avuto il coraggio di toglierla, neppure adesso che l'incubo del rapimento è finito e Gabriele è tornato a casa.
Oggi Gabriele «è molto scosso», racconta il padre, Marcello, ad un cronista. Poche parole quelle di Marcello Torsello, preoccupato per le condizioni psicologiche di Gabriele. Fa capire che la tensione è dura da smaltire, e aggiunge che «ci vorrà tempo» perché Gabriele riacquisti una serenità vera.

«È sempre stato un giovane disponibile, gentile, socievole. Quando l'ho rivisto, ieri sera, mi ha colpito l'esperienza di Dio che traspare dal suo volto. Gabriele ha sempre saputo facilmente guardare, osservare, ammirare e interiorizzare. È un contemplativo, riesce a cogliere l'essenza delle cose». Chi descrive così Gabriele è don Luigi Ciardo, di 58 anni, da 30 parroco della Collegiata. Don Gigi, come lo chiamano in paese (anche lui è nato ad Alessano), ricorda Gabriele sin da quando questi era ragazzino. «Qui ha seguito l'itinerario di catechesi ricevendo tutti i sacramenti - racconta don Gigi - ed è stato mio alunno alla scuola media. Dopo che ha conseguito la maturità nell'Istituto tecnico commerciale, si è allontanato da Alessano. Viene qui ogni tanto durante le vacanze, con lui da allora ho incontri sporadici».
Don Gigi ricorda con piacere la presentazione di alcuni lavori di Gabriele: tre anni fa un libro fotografico sulle sofferenze della gente del Kashmir (da cui il soprannome "Kash" dato al fotoreporter), l'anno scorso un calendario sull'Afghanistan. «Quando è stato rapito - ricorda don Gigi - in chiesa abbiamo organizzato un incontro di preghiera e tanti fedeli hanno voluto rivolgerne una personale al microfono. Sono andato a casa dei Torsello quattro volte per esprimere la solidarietà di questa comunità, che è molto matura e discreta. Una volta sono andato con il vescovo della Diocesi di Ugento, mons. Vito De Grisantis».
Il parroco abbozza un sorriso ricordando i momenti di gioia quando ha appreso della liberazione di Gabriele. «Mi ha telefonato il sindaco, erano più o meno le 12,30 di venerdì. Sono andato subito dalla famiglia per esprimere la gioia della comunità. Campane a festa? No, non le ho suonate. Questo paese rifugge dalla platealità. Abbiamo solo espresso la nostra gratitudine ieri durante la messa domenicale».
Poi ieri sera la visita a Gabriele. «Ho voluto attendere almeno un giorno prima di vederlo. Sono stato con lui pochi minuti, l'ho trovato fortemente provato. Gli ho detto che se vorrà incontrare nei prossimi giorni la comunità potrà farlo nell'auditorium della parrocchia. Non abbiamo parlato né del sequestro né sulla sua presunta adesione all'Islam. Gli ho detto invece del sogno di don Tonino».
Già, il sogno di don Tonino Bello. Don Tonino Bello Don Gigi sino ad oggi aveva tenuto nascosto l'episodio. Protagonista, una lontana parente del vescovo morto nel '93, Rita Bello, che è nata ad Alessano e vive ad Ancona. La donna aveva raccontato a don Gigi che, nel periodo del sequestro di Gabriele, una notte aveva sognato don Tonino. Gli aveva detto: «Non stai facendo nulla per Gabriele? Io sto pregando, fà qualcosa», e don Tonino le aveva risposto in sogno: «Non ti preoccupare, Gabriele sta bene. Il giorno 2 o al massimo il 3, sarà libero». Gabriele è stato liberato il 3 novembre e nel pomeriggio dello stesso giorno Rita Bello ha chiamato al telefono don Luigi, ricordandogli la predizione di qualche notte prima.

Ora che il sogno si è avverato, il pensiero della gente andrà sicuramente a don Tonino Bello, che per anni è stato presidente di "Pax Christi". La lapide che ricorda la figura del vescovo, anche lui nato di Alessano, guarda caso è affissa sulla stessa parete della Torre dell'orologio dove spicca il sorriso di Gabriele. Quel sorriso che la gente del suo paese spera che il fotoreporter riconquisti anche lontano dai flash.
Paolo Melchiorre

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