La decisione è stata persa nel corso dell’udienza preliminare dal gup di Brindisi che ha accolto l’istanza di rito alternativo presentata dagli imputati. Il pm, Valeria Farina Valaori, aveva chiesto per tutti il rinvio a giudizio. Il procedimento è quindi aggiornato al 17 dicembre prossimo
All’epoca dei fatti, il 2009, Amati era un consigliere comunale di opposizione e non ricopriva alcun incarico in seno alla giunta regionale e fu delegato dal primo cittadino a occuparsi del piano di recupero del centro storico. Fu un esposto a dare impulso all’inchiesta. Secondo i firmatari dell’esposto, Amati non avrebbe potuto seguire quel progetto per via della presenza nel centro storico di immobili di proprietà della sua famiglia. Il Tar ha dato per due volte ragione all’ex assessore, l’inchiesta è comunque proseguita in sede penale. "Amati è innocente ed è in grado di poterlo dimostrare" ha dichiarato il suo legale Massimo Manfreda. Per questa ragione, e non dunque per beneficiare dello sconto della pena di un terzo, la vicenda d’essere giudicata allo stato degli atti.
















