Il provvedimento di astensione del giudice è stato comunicato in aula dal presidente aggiunto della sezione gip, Antonio Diella, ai difensori dei 27 indagati presenti all’incidente probatorio disposto per 'cristallizzare' le dichiarazioni del principale accusatore di alcuni indagati. Secondo quando riferito dai legali, il giudice ha chiesto di astenersi «per gravi ragioni di convenienza».
La vicenda, come esplicitato nel provvedimento, riguarda le polemiche successive all’assoluzione, nell’autunno scorso, del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, da parte del gup di Bari Susanna De Felice. In quel processo Bretone rappresentava l’accusa insieme con la collega Desiree Digeronimo. Dopo la sentenza il giudice Marrone avrebbe inviato al pm Bretone un sms commentando, in modo ironico, l’assoluzione «da parte di amici» per via della presunta amicizia tra il giudice De Felice e la sorella di Vendola. Convocato dal Csm nell’ambito di un fascicolo predisciplinare a carico del pm Digeronimo, Bretone ha riferito di quel messaggio.
Nelle scorse settimane il giudice Marrone è stato sentito a Palazzo dei Marescialli sulla storia dell’sms, poi pubblicata da alcuni organi di informazione. Marrone ha quindi chiesto di astenersi perchè questa vicenda potrebbe ledere la sua dignità professionale e l’onorabilità, annunciando – riferiscono i difensori che hanno letto il provvedimento – azioni a propria tutela contro il pm Bretone per violazione del segreto epistolare. Intanto l’incidente probatorio a carico di ex amministratori e professionisti modugnesi, alcuni ancora sottoposti a misura cautelare, è stato rinviato al 3 aprile dinanzi al gip Maria Scamarcio.
















