Sabato 04 Aprile 2026 | 06:26

Ambulanza ritarda Muore donna incinta di 9 mesi Aperta una inchiesta

Ambulanza ritarda Muore donna incinta di 9 mesi Aperta una inchiesta

Ambulanza ritarda Muore donna incinta di 9 mesi Aperta una inchiesta

 
Ambulanza ritarda Muore donna incinta di 9 mesi Aperta una inchiesta

Giovedì 05 Gennaio 2012, 12:14

03 Febbraio 2016, 00:17

di ANTONIO TUFARIELLO

CERIGNOLA - Un presunto ritardo nell’arrivo dell’ambulanza del 118 sarebbe alla base della denuncia presentata ieri mattina, presso la stazione dei carabinieri di Cerignola, dai famigliari di Daniela Curiello, la giovane di 27 anni al nono mese di gravidanza, deceduta nel pomeriggio il 30 dicembre scorso subito dopo un intervento chirurgico nel disperato tentativo di vanificare i devastanti effetti di una emorragia interna e strapparla alla morte, assieme al bimbo. Tentativo che, nonostante l’impegno dei medici, si era rivelato infruttuoso. 

La giovane era stata seguita nel corso della gravidanza dai medici del “Tatarella” e tutto sembrava stesse andando per il meglio, al punto che il parto cesareo era già stato programmato per il 4 gennaio. Poi l’imprevisto precipitare della situazione, il malore, la chiamata al 118, attorno alle 16.30 e la corsa in ambulanza fino al “Tatarella”, dove erano già stati allertati i ginecologi ed i rianimatori. Ma l’intervento chirurgico non aveva potuto tamponare la devastante emorragia, mentre il bimbo che la giovane portava in grembo, pur essendo rimasto per un certo tempo senza ossigeno, era ancora in vita ed è stato trasferito presso la Rianimazione del “Riuniti” di Foggia, dove è tutt’ora ricoverato. 

Un evento tragico che aveva provocato, ovviamente, un immenso dolore per la famiglia, incredula di fronte ad un esito tanto atroce quanto inaspettato, ma anche un profondo rammarico ed un senso di frustrazione nei medici che avevano tentato di evitarlo e che avevano comunque richiesto alla direzione sanitaria che fosse eseguito il cosiddetto “riscontro diagnostico” l’esame scientifico senza valenza giudiziaria, di esclusivo scopo conoscitivo, finalizzato di accertare le cause della morte. Una richiesta di prassi nel momento in cui si intende andare a fondo sulle cause di un decesso sulla cui origine non si hanno spiegazioni chiare ed evidenti. 

E proprio per adempiere a questa esigenza la salma della sfortunata giovane era stata trasferita presso l’obitorio, nelle more dell’esecuzione dell’esame che avrebbe dovuto eseguire un anatomo – patologo della Medicina legale dell’Università di Foggia. Ma ieri mattina, essendo intervenuta la denuncia da parte dei congiunti di Daniela Curiello, i carabinieri si sono subito recati presso la direzione sanitaria dell’ospedale “Tatarella” dove, su disposizione del pm Vincenzo Maria Bafundi, hanno acquisito e sequestrato la cartella clinica ed avviato le indagini. A questo punto, verosimilmente, il magistrato disporrà l’esame autoptico che comporterebbe la notifica, quale atto dovuto, degli avvisi di garanzia alle persone coinvolte a vario titolo nelle fasi intercorse tra la telefonata al 118 fino alla constatazione del decesso. Un provvedimento, appunto, di garanzia, indispensabile per consentire loro di poter nominare dei periti d’ufficio in sede di autopsia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)