Francesco Paolicelli, assessore regionale all’Agricoltura, proviamo a mettere il termometro al sistema pugliese. Appena insediato, che situazione trova?
«La Puglia agricola è una terra di grande valore e di grandi contraddizioni. È vero: abbiamo eccellenze riconosciute, competenze diffuse, un patrimonio di saperi e una leadership nazionale sul biologico che rappresenta un punto di forza strategico. Ma accanto a questo convivono fragilità strutturali che oggi non possiamo più eludere: crisi climatica, emergenza idrica, frammentazione delle imprese, difficoltà di accesso alla terra e al credito, invecchiamento della popolazione agricola».
Quindi il sistema tiene?
«Sì, il sistema nel suo complesso tiene, ma è sotto pressione. La sfida non è solo continuare a crescere in termini di qualità ed export, ma garantire che questa crescita sia sostenibile, equa e diffusa. Il compito della Regione è accompagnare questa fase di trasformazione, rafforzando gli investimenti su acqua, aggregazione delle imprese, ricambio generazionale e rigenerazione del patrimonio olivicolo colpito dalla Xylella».
Ecco, entriamo nel merito proprio con la Xylella. Nel piano olivicolo nazionale il ministero ipotizza l’istituzione di un Commissario Straordinario o di un’Autorità Unica. Qual è la posizione della Regione?
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