Giovedì 05 Marzo 2026 | 13:25

Referendum, Claudia Eccher consigliere Csm: «Il Sì rende l’Italia più liberale»

Referendum, Claudia Eccher consigliere Csm: «Il Sì rende l’Italia più liberale»

Referendum, Claudia Eccher consigliere Csm: «Il Sì rende l’Italia più liberale»

 
Michele De Feudis

Reporter:

Michele De Feudis

Referendum, Claudia Eccher consigliere Csm: «Il Sì rende l’Italia più liberale»

«Il sorteggio supera le correnti, prevarrà il merito non le aderenze»

Giovedì 05 Marzo 2026, 11:38

Claudia Eccher, consigliere laico del Csm, per spiegare il Sì alla riforma è necessario soffermarsi sui contenuti. E per farlo ci vorrebbe un clima più disteso…

«Nell’incontro a cui ho partecipato ad Altamura c’è stato un dialogo straordinario con un parterre di giovani. Nasce così la speranza che la vera vittoria di questo referendum possa essere riportare gli elettori nei seggi, spiegando i veri cardini della riforma».

Per cosa si vota?

«È un referendum trasversale, che non ripete le contrapposizioni politiche del quotidiano. Bisogna guardare al testo, più che al contesto. In gioco c’è l’interesse nazionale, oltre le esigenze di parte».

La separazione delle carriere?

«Partiamo da un dato: nella maggior parte dei paesi europei, come Spagna, Germania e Portogallo, le carriere sono separate».

In Italia…

«Qui siamo l’eccezione nel panorama delle liberal democrazie. La riforma è per separare le carriere, mettendo il giudice in una posizione di distacco, come arbitro imparziale tra accusa e difesa, garantendo un confronto equo tra le parti contrapposte».

Il fronte del No sostiene che i pm così vadano sotto il controllo politico…

«Questa è una parte della propaganda del No che contesto nel dato oggettivo. La magistratura resta un ordine autonomo e indipendente. L’autonomia non è indebolita dalla riforma, ma rafforzata. Non c’è alcuna soggezione ai poteri della politica».

Nella stesura del testo cosa si rileva?

«Il nuovo articolo 104 chiarisce che la magistratura nel suo complesso è autonoma e indipendente, ma si estende questa garanzia sia ai magistrati della carriera giudicante che per i pubblici ministeri».

Una riforma eversiva?

«Facciamo una operazione verità. Non c’è nessun attacco al dato costituzionale. Il presidente della Repubblica e presidente del Csm non avrebbe mai permesso una riforma contro il dettato costituzionale. Il Quirinale resta il custode della Carta e della libertà dei cittadini».

La degenerazione delle correnti della magistratura?

«È contraria alla riforma l’Anm, ma molti magistrati del comitato “Sì riforma” sono schierati a favore. Il sorteggio, punto fondamentale del quesito referendario, serve a liberare i due futuri Csm dal peso delle correnti, che condizionano nomine e valutazioni disciplinari».

In sintesi…

«È una riforma “di liberazione”: i magistrati saranno valutati per i loro meriti e non per le correnti a cui aderiscono».

Il sorteggio divide.

«Non avverrà tra persone qualunque ma tra magistrati che decidono della libertà dei cittadini e per questo saranno capaci di amministrare la carriera dei colleghi. Tutti i magistrati sono validi e tutti debbono avere l’onore e il privilegio di sedere al Csm, non organo di rappresentanza di ma alta amministrazione».

Il sorteggio non è una novità per l’Anm. L’aveva anche proposto ai suoi iscritti in una consultazione interna.

«Nel 2020 l’Anm aveva fatto un sondaggio e c’era un’alta percentuale di magistrati pro sorteggio, intorno al 40%…».

Dopo il caso Palamara la magistratura cosa ha fatto per porre rimedio alla degenerazione emersa dalle cronache?

«Avrebbe dovuto riformare se stessa e questo non è accaduto. Ma la magistratura ha bisogno di questa firma per riformare se stessa e chiudere con un passato che continua a pesare e a mantenere una disaffezione tra cittadino e i magistrati. Il Sì sostanzia una visione di futuro, vogliamo lasciare un’Italia migliore a chi verrà dopo di noi, uniformandosi ai Paesi liberaldemocratici, aumentando l’appetibilità dell’Italia per gli investitori esteri. Il 40% dei processi proposti dai pm si conclude con un'assoluzione. Questi procedimenti spesso demoliti nel processo causano fallimenti di imprese, con famiglie distrutte e la vita dei cittadini devastata».

Il fronte del Sì ha sostenitori trasversali?

«Il grande orgoglio è di aver fondato con Isabella Bertolini un comitato con il professor Nicolò Zanon, con magistrati e giuristi di grande levatura. Questa battaglia è condivisa da persone che hanno scritto la storia di questo paese».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)