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Centrale del Mercure (Enel)
l'interesse di cechi e italiani

Tra i possibili pretendenti, Eph e gruppo Marcegaglia. M5S: «Incompatibile con il parco». Oggi tavolo sulle royalty

Centrale del Mercure (Enel) l'interesse di cechi e italiani

di Pino Perciante

Rotonda La centrale a biomasse del Mercure è potenzialmente sul mercato, in vendita. Tra gli acquirenti vi sarebbero due gruppi internazionali, operanti nel settore delle energie rinnovabili. Uno dei due si chiama Eph (Energeticky a prumyslovy holding), un gruppo con sede nella Repubblica Ceca che ha già acquisito le centrali calabresi di Biomasse Italia e Biomasse Crotone. Ma nell’affare si intravede anche l’ombra del gruppo italiano Marcegaglia.

Intanto anche il Movimento 5 stelle, ieri sera, durante un incontro elettorale a Rotonda, ha posto l’accento sulla centrale del Mercure e sui possibili impatti negativi per il paesaggio del Pollino. Oggi, invece, a Castrovillari, nella sede del Parco, si riunirà il tavolo tecnico per il rispetto dell’intesa siglata nel 2014 al ministero dello Sviluppo economico che prevede il pagamento di royalties da parte di Enel in favore dei sette comuni della valle come compensazione ambientale collegata alle attività della centrale.

Secondo fonti vicine alla vicenda della possibile vendita dell’impianto, l’Enel avrebbe intavolato delle trattative con la società Biomasse Italia, la quale dal 2017 farebbe capo ad una società madre con sede nella Repubblica Ceca: la Eph. Ma all’affare parrebbe interessato anche il gruppo italiano che fa capo ai fratelli Antonio ed Emma Marcegaglia, quest’ultima presidente di Eni. Nei giorni scorsi, per l’esattezza l’8 febbraio, alcuni emissari della società del centro Europa avrebbero visitato l’impianto per prendere atto delle condizioni del ciclo produttivo. La centrale del Mercure, fin dalla sua riconversione a biomasse avvenuta tra il 2000 e il 2002, è stato al centro di aspre polemiche, ricorsi, ritiro di concessioni e nuove autorizzazioni. Un percorso contrassegnato da scontri sociali, lotte tra ambientalisti e non, burocrazia e partiti politici. Il 31 maggio prossimo è in programma l’udienza dinanzi al Consiglio di Stato per discutere i ricorsi dei Comuni di Rotonda e Viggianello e delle associazioni ambientaliste in merito all’autorizzazione che ha portato alla riapertura due anni fa dell’impianto che si trova al confine tra Basilicata e Calabria.

Ad onor del vero, del passaggio di mano della centrale se ne parla ormai da anni. Diverse sono state le voci su una possibile cessione da parte di Enel che però non si è mai concretizzata. Anche in questa occasione notizie ufficiali non ve ne sono e, dunque, bisognerà aspettare lo sviluppo degli eventi. L’operazione di acquisire la centrale del Mercure da parte di Eph rientrerebbe nella strategia dell’utility ceca di sviluppare il business delle energie rinnovabili in Europa. Si tratterebbe, infatti, del terzo investimento nell’energia prodotta da biomassa dopo il progetto di riconversione della centrale a carbone da 400 Mw di Lynemouth e l’acquisizione delle due centrali calabresi per complessivi 73 Mw. Con Biomasse Italia e Biomasse Crotone il gruppo Eph ha inserito nella propria forza lavoro 67 dipendenti diretti. Il margine operativo lordo (Mol) delle due aziende è pari a 50 milioni di euro per un indotto di circa 950 posti di lavoro diretti e indiretti. Non è detto però che si vada per forza verso una centrale del Mercure “made in Repubblica Ceca”: a sorpresa potrebbero spuntare altri acquirenti, e si vocifera anche che Eph stia valutando la possibilità di presentare un’offerta insieme ad un altro gruppo.

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