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Fumata nera a Viggiano
L'ArpaB presenta i dati

fumo nero dal centro oli di Viggiano

di PINO PERCIANTE

VIGGIANO - A parte i cattivi odori, per il resto parametri nella norma per le sostanze nocive in occasione della fumata nera verificatasi lo scorso 14 dicembre al Centro Olio di Viggiano. I dati sul monitoraggio ora sono ufficiali, pubblicati sul sito di Arpab, l’Agenzia regionale per l’ambiente. L’inconfondibile puzza di uova marce, caratteristica delle emissioni di idrogeno solforato (H2S), al di sopra dei limiti stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità.
È successo il 14 dicembre, giorno dell’impressionante fumata, ed è successo anche il giorno successivo, sia a Viggiano che nell’area intorno alla capitale lucana del petrolio. Il superamento della soglia odorigena di H2S prevista dall’Oms (non esiste, al momento, una legge in Italia che prevede un limite per le emissioni di idrogeno solforato ) è stato registrato a Viggiano (zona industriale), tra le 12 e le 12. 30 del 14 dicembre, a Grumento tra le 4. 30 e le 5. 30 del giorno successivo e a Masseria de Blasiis tra le 17 e le 17. 30 sempre del 15 dicembre. Per quanto riguarda invece le sostanze per le quali la legge italiana stabilisce un tetto nelle emissioni, nessun limite è stato sforato.
Stiamo parlando di monossido di carbonio, di composti dell'azoto e di biossido di zolfo. Secondo i tecnici dell’Arpa, i valori massimi di SO2 (anidride solforosa) in termini di media oraria sono stati registrati dalla centralina di Viggiano (zona industriale) alle 12 e alle 17 del 14 dicembre e alle 12 del giorno 15. Un ulteriore aumento è stato registrato tra le 2 e le 6 del 15 dicembre dalla centralina di Costa Molina a Montemurro, con un picco di concentrazione pari a 139 microgrammi per metro cubo tra le 2 e le 3 dello stesso giorno.

Sempre nel report di Arpab si legge che le concentrazioni massime di NO2 (biossido di azoto) sono state rilevate a Viggiano il 14 dicembre e a Grumento il giorno successivo. I valori medi giornalieri più elevati di polveri sottili (PM2 e PM10) sono stati misurati dalla centralina di Masseria De Blasiis il 15 dicembre. Come per l' H2S anche per i valori degli idrocarburi non metanici la legge italiana non prevede limiti nelle emissioni. In due occasioni, rileva ancora Arpab, i picchi relativi a questi gas hanno superato i 700 microgrammi per metro cubo. La fuoriuscita di fumo denso verificatasi il 14 dicembre aveva interessato il termodistruttore del Centro Olio, un impianto che serve a bruciare i gas residui delle estrazioni del petrolio. Ma qualcosa nella combustione non aveva funzionato. Nel termodistruttore si era registrato un eccesso del gas in ingresso.

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