Giovedì 21 Febbraio 2019 | 12:24

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Nuove polemiche

Licenziato per la tuta
nel cantiere di Tempa Rossa

Licenziato per la tuta nel cantiere di Tempa Rossa

CORLETO - Il licenziamento di un operaio dell’indotto Total a Tempa Rossa riapre la questione occupazionale nel più grande cantiere della Basilicata. A denunciarlo è Vincenzo Esposito, della segreteria Cgil di Potenza. «L’ennesimo caso di negazione dei diritti dei lavoratori a Tempa Rossa. Un fatto gravissimo che accende ancora una volta i riflettori sulle assunzioni nel colosso Total e nel suo indotto e su come si continui a favorire un piano industriale che favorisce la manodopera straniera, perché a un costo minore, a quella italiana e locale, con una totale assenza di tutela di tutti i lavoratori».

Il riferimento, spiega la Cgil, «è all’ultimo caso di licenziamento presso l’azienda Mmp dell’indotto Total di un operaio di V livello specializzato, vale a dire con almeno 30 anni di esperienza alle spalle. Assunto con contratto a termine tramite agenzia interinale, il lavoratore è stato licenziato dopo appena due giorni perché, secondo l’azienda, non aveva superato il test di prova».

«Di fatto – denuncia Antonio Blasi, rappresentante sindacale unitario Cgil presso l’azienda – l’operaio, non essendo stato messo nelle condizioni di svolgere a pieno il proprio compito in quanto gli era stata consegnata una tuta da lavoro di due misure più piccole di quella richiesta, aveva indossato nei primi giorni una propria tuta da lavoro conforme alle normative Cee secondo quanto consentito dal regolamento, in attesa che l’azienda gli fornisse una divisa consona al proprio ruolo».

«Un atto ingiustificabile, come lo sono le motivazioni del licenziamento – prosegue Blasi – in quanto affinché la prova non vada a buon fine è necessario che i supervisor contestino il lavoro fino a quel momento svolto dall’operaio in questione impedendogli il completamento dei lavori, cosa che nella fattispecie non si è verificata».

«La Cgil oltre ad aver aperto una vertenza – dichiara Vincenzo Esposito - denuncia ancora una volta la totale assenza di controllo e di rispetto delle regole in una realtà così importante come quella di Tempa Rossa, una delle realtà produttive più grandi delle compagnie petrolifere in Basilicata e che coinvolge tante altre realtà produttive nel suo indotto. Bisogna intervenire con urgenza, sollecitare gli enti preposti al controllo affinché prendano i dovuti provvedimenti stabilendo definitivamente regole certe nella tutela dei diritti dei lavoratori e nell’utilizzo della manodopera».

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