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In Puglia e Basilicata

Nuove strutture

Potenza: arriva il progetto Api-Bas

(Potenza). La zona industriale di Tito Scalo

La zona industriale di Tito Scalo

L’ente, nato dalle ceneri del Consorzio industriale, ha redatto in tempi record il piano di fattibilità tecnica economica per l'area Zes di Tito Scalo

11 Agosto 2022

Massimo Brancati

POTENZA - Zone economiche speciali, l’Api-Bas S.p.A. brucia i tempi con un progetto di grande valore. L’amministratore unico Luigi Vergari ha consegnato alla Regione Basilicata il progetto di fattibilità tecnica economica relativo all’area industriale di Potenza che prevede l’infrastrutturazione primaria, secondaria e dei servizi della porzione di area Zes di Tito.

È il passo decisivo verso l’appalto dei lavori che sarà bandito a breve dalla commissaria straordinaria delle Zes, Floriana Gallucci. Messo a punto, in soli quattro mesi, dall’ufficio tecnico di Api-bas in collaborazione con le migliori professionalità dell’Università degli Studi della Basilicata, il progetto di fattibilità è tra i primi ad essere stato consegnato in Italia. Il piano è stato condensato in una brochure, tradotta in cinque lingue oltre all’italiano (francese, spagnolo, tedesco, cinese e inglese), per illustrare ciò che la Zes Apulo Lucana (Tito sarà l’interfaccia di Taranto) è in grado di offrire in termini di servizi e di logistica. L’obiettivo è rendere «appetibile» su scala internazionale la nuova lottizzazione che si verrà a creare con le Zes.

Non a caso sono già in corso colloqui con le varie ambasciate: lo stesso presidente regionale Vito Bardi, nei giorni scorsi, ne ha parlato con l’ambasciatore tedesco riscontrando grande interesse. Il progetto di fattibilità, realizzato nell’ambito degli investimenti infrastrutturali del Pnrr, tocca vari ambiti per rendere l’assetto della Zes in linea con gli standard nazionali ed europei. Digitalizzazione dell’area, riutilizzo delle infrastrutture esistenti, accesso e sistema idrico sono tra gli assi portanti del progetto. Al netto della realizzazione di una elisuperficie (ne parliamo a parte in questa stessa pagina), il progetto focalizza l’attenzione sulla necessità di agevolare l’accesso ai singoli lotti potenziando il collegamento dell’area industriale con le zone circostanti. Occhi puntati, in particolare, sul dimensionamento della viabilità in corrispondenza dei singoli lotti in modo da consentire l’accesso anche a mezzi autosnodati.

Si è ipotizzato, inoltre, un potenziamento della rete stradale che connette l’area industriale con la zona del Pantano di Pignola. Quanto al sistema idrico integrato a servizio della Zes, la nuova condotta adduttrice si sviluppa per buona parte sullo stesso tracciato esistente. Una modifica riguarda il tratto che attraversa il centro abitato di Potenza, dal momento che la condotta esistente attraversa numerose proprietà private e aree poco accessibili. La nuova condotta verrà posata lungo la sponda destra del Basento dopo che essa avrà attraversato la linea ferroviaria Potenza-Metaponto e lo stesso fiume. Lo sviluppo totale della condotta fino al serbatoio di Neviera è di circa 17 chilometri.

L’Api-Bas, dunque, delinea il quadro attorno al quale la Zes di Tito potrà svilupparsi in maniera efficace ed omogenea con un’infrastrutturazione tale da far crescere il proprio «appeal» per attrarre nuove attività imprenditoriali. Con il progetto di fattibilità messo a punto in tempi record, Api-Bas di concerto con la Regione Basilicata si fa interprete di una nuova politica industriale che punta alla crescita sostenibile del territorio con positivi riflessi in termini di occupazione e di crescita del Pil. Un’altra risposta arriverà dal completamento dei lavori pubblici che l’ormai defunto Consorzio industriale non ha terminato. 

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