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In Puglia e Basilicata

processo

Mafia, Tribunale del Riesame: capoclan del Potentino torna libero

Giustizia che procede, economia che produce

Annullate altre cinque ordinanze cautelari oltre a quella di Riviezzi. Tutti coinvolti nell’operazione «Iceberg» dell’aprile 2021

27 Luglio 2022

Redazione online

POTENZA - Il Tribunale del Riesame di Potenza ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Saverio Riviezzi e di altri cinque uomini coinvolti nell’operazione «Iceberg» che portò nell’aprile 2021 al sequestro del bar all’interno del Palazzo di Giustizia del capoluogo lucano e a 17 misure cautelari (dieci arresti in carcere, quattro ai domiciliari e tre obblighi di firma). Saverio Riviezzi, di Pignola, comune alle porte di Potenza, è considerato dall’accusa a capo dell’omonimo clan: era attualmente in carcere ed è tornato libero.

Le accuse nei confronti di Saverio Riviezzi - difeso dagli avvocati Basilio Pitasi e Rocco Mauro - erano di associazione a delinquere, estorsione, rapina, nonché, del coinvolgimento nell’omicidio di Giancarlo Tetta avvenuto nel 2008. I due legali, avevano depositato ricorso in Cassazione contro l'ordinanza che disponeva la misura. La suprema Corte, il 4 febbraio scorso, aveva disposto l’annullamento dell’ordinanza ed il rinvio al Riesame del capoluogo di regione lucano.

Il Tribunale della Libertà di Potenza ha inoltre annullato le misure cautelari nei confronti di altre sei persone coinvolte. Si tratta di Domenico Riviezzi, accusato di associazione per delinquere - difeso dagli avvocati Filomena Pinto e Rocco Mauro - arrestato nell’aprile dello scorso anno e ai domiciliari da dicembre del 2021, anch’egli tornato in libertà. Annullata anche la misura cautelare dell’obbligo di firma nei confronti di Valerio Riviezzi - accusato di tentata estorsione e difeso dall’avvocato Filomena Pinto - e la custodia in carcere per Vito Riviezzi, che resta però detenuto per il suo presunto coinvolgimento in un’altra inchiesta. Erano agli arresti domiciliari, e tornano in libertà, anche Gerardo Lama - difeso dall’avvocato Salvatore Laguardia - e Abdelkebir Moukhtari. Anche per loro il gip, Teresa Reggio, nell’aprile del 2021, dispose la misura cautelare in carcere, misura poi attenuata.

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