La vicenda attribuita a Scelsi nel capo di imputazione è estranea alle indagini escort che riguardano il suo ex capo Antonio Laudati. La contestazione del reato all’ex pm riguarda invece le inchieste sulla sanità della Regione Puglia che tra il 2008 e il 2009 conducevano sia Digeronimo (che aveva tra gli indagati l’ex assessore Alberto Tedesco) sia Scelsi stesso, che avrebbe agito per “ripicca”, secondo la procura di Lecce, e per “costringere” la collega ad astenersi. Per perseguire le proprie finalità “estranee alla funzione giurisdizionale”, Scelsi, infatti, avrebbe più volte usato “surrettiziamente” elementi acquisiti durante altre intercettazioni, che lui stesso alcuni mesi prima aveva ritenuto penalmente irrilevanti. Sempre per perseguire il proprio intento, avrebbe anche coinvolto la guardia di finanza chiedendo informative che giustificassero le sue richieste di intercettazione di D’Aprile, che sapeva amica di Digeronimo.
Nella ricostruzione che la procura di Lecce fa delle modalità attuate da Scelsi per danneggiare la collega Digeronimo, la vicenda, nell’estate 2009, nasce perchè Scelsi apprese che in un procedimento assegnato a Digeronimo nei confronti di Alberto Tedesco, allora assessore alla sanità della Regione Puglia, erano state intercettate alcune conversazioni telefoniche di suo fratello Michele Scelsi “(dalle quali risultava che quest’ultimo si lamentava con l'assessore Tedesco delle scelte in materia sanitaria del direttore generale della Asl di Bari Lea Cosentino e che vi era forte contrasto tra quest’ultima e Tedesco e tra Tedesco e i fratelli Tarantini, concorrenti nelle forniture di protesi alla Asl“).
I Tarantini e Cosentino erano indagati in un procedimento assegnato al pm Scelsi. Dell’intercettazione tra Michele Scelsi e Tedesco, Digeronimo informò l’allora procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano: ne seguì una riunione, tenuta nel luglio 2009, tra Marzano, Digeronimo e Giuseppe Scelsi affinchè quest’ultimo “valutasse la opportunità di astenersi nel procedimento” nel quale era indagata Cosentino, ma Scelsi replicò manifestando la propria intenzione di chiedere l’archiviazione del procedimento nei confronti di Lea Cosentino “(così facendo venir meno ogni eventuale esigenza di astenersi da esso)”, archiviazione che chiese il 29 luglio 2009.
In quella circostanza, secondo la procura di Lecce, Scelsi intese che Digeronimo voleva “'sottrarglì il suddetto procedimento per riunirlo a quello nei confronti di Alberto Tedesco a lei assegnato”. Decise, perciò, “in violazione delle norme del codice di procedura penale e del decreto legislativo n.109/2006”, di sottoporre “ad intercettazioni i telefoni di Paola D’Aprile non per finalità di esercizio della giurisdizione, bensì solo per ripicca nei confronti della collega Desirè Digeronimo, che sapeva amica della D’Aprile”, della quale era amica pure Cosentino, “affinchè potesse risultare tale rapporto di amicizia e la Digeronimo fosse 'costrettà ad astenersi nel procedimento a lei assegnato nel quale, tra gli altri, era indagata Lea Cosentino”.
Di qui, a più riprese, tra l’agosto e il settembre 2009 le richieste di Scelsi alla guardia di finanza “per le vie brevi” di redigere informative con le quali “si segnalasse l’urgenza di disporre intercettazione delle utenze telefoniche in uso a Lea Cosentino (anche quelle di Paola D’Aprile, utilizzate dalla Cosentino, sua amica)”. Frattanto, secondo la procura di Lecce, Scelsi emise anche un primo decreto di urgenza per eseguire le intercettazioni “benchè non ne sussistessero i presupposti (tanto che il Gip non convalidava il decreto) e la Cosentino non risultasse tra le persone indagate (la sua posizione era stata già da lui stesso compiutamente valutata nel citato procedimento 0.9319/09/21 del quale pochi giorni prima era stata chiesta l’archiviazione, rispetto alla quale non era sopravvenuto alcun nuovo elemento)”. Dopo la mancata convalida del gip, Scelsi fece un secondo decreto di urgenza, “utilizzando surrettiziamente” i risultati” di una intercettazione in un altro procedimento “ritenuta penalmente irrilevante da lui stesso solo meno di un mese prima”.
















