nel Barese

Mola, «Il sogno di Giusy»: ha il cancro ma non può pagare le cure, vorrebbe aprire un negozio di fiori

Antonio Galizia

L'appello della bracciante: «Aiutatemi a vivere»

È malata di cancro ma con una pensione di invalidità di 286 euro al mese, dopo aver dato fondo a quasi tutti i suoi risparmi, non riesce a far fronte alle spese farmaceutiche. È la drammatica condizione di Giusy Terrafino, 51enne di Mola di Bari, che ha dovuto lasciare il suo lavoro di bracciante agricola per curarsi. Madre di una ragazza di vent’anni, Giusy è una donna combattiva che non si arrende alla sua condizione e, grazie al sostegno di amici e dei volontari di alcune onlus, ha anche pensato ad un progetto: «Il sogno di Giusy». «Per non essere di peso a familiari e amici - racconta - ho presentato un progetto che prevede l’allestimento, in un piccolo appezzamento ereditato dai miei genitori accanto al cimitero, di una rivendita di fiori che potesse garantire una autonomia a me e alle famiglie che come me sono in difficoltà. È il mio sogno. Confido nelle istituzioni perché possa trasformarsi in realtà». Il progetto, però, è fermo nei cassetti dei burocrati e Giusy non dispone di risorse per curarsi: «Ho tanto bisogno di aiuto, sono malata di cancro inoperabile. Sono stata una bracciante agricola: non ho mai smesso di lavorare fino al marzo 2019, quando mi è stato diagnosticato un tumore all’utero.

Sono stata operata al Policlinico di Bari, mi sono rivolta agli specialisti dello Ieo (Istituto Europeo di Oncologia) di Milano, agli immunoterapeuti di Siena, agli specialisti di San Giovanni Rotondo. Mi hanno detto che l’unica speranza è cronicizzare la malattia. Da oltre un anno mi sottopongo a chemio ininterrotte e per alleviare i dolori assumo farmaci contro il dolore cronico, gastroprotettori per via della perdita delle difese immunitarie. Per contrastare l’abbassamento della vista ho bisogno di lenti più forti. Devo far fronte a visite specialistiche per la cura delle infezioni causate dalla scarsità di difese immunitarie. Ho perso unghie, sto perdendo capelli, ho bisogno di cure odontoiatriche». Sono solo alcune delle spese cui Giusy si trova a far fronte quotidianamente e che gravano su una situazione economica familiare tutt’altro che florida. «Il mio reddito è di circa 250 euro mensili e ciò che percepisco come pensione di invalidità e accompagnamento mi basta solo a coprire le spese settimanali per i medicinali di fascia C, che sono tutti a mio carico. In questi mesi ho esaurito i miei risparmi e non so davvero come potrò andare avanti così». Ha scritto al governatore Michele Emiliano, alla Asl Bari: «Ho bisogno di aiuto. Attualmente, vivo in una casa in cui l’energia elettrica è stata depotenziata: non riesco a far fronte al pagamento delle bollette. Allora mi chiedo: perché non posso almeno aver diritto ai farmaci e alle visite mediche gratuite? In tanti mi hanno chiesto di attendere, promettendomi un aiuto, ma io non ho più tempo», spiega la donna, chiedendo di poter essere esentata dal pagamento dei farmaci di fascia C e delle visite mediche. «Il presidente Emiliano ha chiesto informazioni alla Asl sulla mia situazione, ma se non avrò risposte proverò a parlare direttamente con il ministro della Salute Roberto Speranza - aggiunge – Sono pronta, se ce la farò, ad andare anche a Roma per far sentire la mia voce, che è quella di tanti italiani che si trovano nelle mie stesse condizioni e che meritano di poter vivere il resto della propria vita con la dignità che spetta a ciascun essere umano». Intanto, per coltivare il suo sogno e potersi curare, insieme ad un gruppo di volontari ha aperto un conto dedicato per le donazioni a Poste Italiane: Iban IT70Z3608105138226318626325 Postepay spa – causale «Il sogno di Giusy».

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