Dopo l'incendio, che è avvenuto in una centrale elettrica ed ha provocato un black out nella zona, si sono registrate piccole esplosioni.
L'incendio si è sprigionato nella centrale elettrica di Union Fenosa, vicino alla stazione di Atocha, luogo degli attentati dell'11 marzo scorso che provocarono 191 morti. Il fuoco, il fumo e le esplosioni che ne sono seguite hanno immediatamente fatto ripiombare la popolazione nell'incubo di attacchi terroristici. Juan, un lavoratore della zona, ha detto: «Abbiamo pensato subito agli attentati dell'11 marzo appena abbiamo visto il fumo, e il rumore delle esplosioni ci ha aveva convinto che erano di nuovo le bombe. Poi è arrivata la smentita».
Intanto pompieri e polizia in gran forze sono al lavoro per spegnere le fiamme che comunque non rappresentano un pericolo per gli edifici e le strutture vicine.
Il responsabile dei servizi di emergenza di Madrid, Diego Garcia, ha dichiarato che l'incendio «è stato fortuito».
e il vicesindaco di Madrid, Manuel Cobo, ha spiegato che «l'incendio, originatosi da un cortocircuito, è molto difficile da spegnere perché nel palazzo c'i sono materiali infiammabili».
Le fiamme sono divampata verso le 13:40 e la zona interessata è nota come il quartiere dei musei: li è situato anche il Prado, uno dei musei più famosi al mondo. «Vi è stata una prima esplosione cui sono seguite altre e poi una serie di incendi», ha raccontato Luis Antonio Palan, uno stradino che stava lavorando poco distante.
Senza luce sono rimasti 8.000 utenti e il black out è arrivato anche al Congresso dei Deputati, dove in quel momento era in corso la commissione di inchiesta sugli attentati dell'11 marzo di Madrid.















