Una sconfitta che lascia il segno, non solo per il risultato ma per ciò che fa intravedere in prospettiva. A quattro giornate dal termine della regular season, il Bari esce dal confronto di Monza con indicazioni preoccupanti, incapace di opporre resistenza a un avversario di categoria superiore per qualità, ritmo e consapevolezza. La gara dell’U-Power Stadium segna un passaggio delicato nel cammino dei biancorossi, chiamati ora a una reazione immediata per evitare che il finale di stagione si trasformi in una lenta e inesorabile deriva.
Il divario emerso in campo, al di là del punteggio, racconta di una squadra fragile, poco incisiva e priva di quella tensione agonistica indispensabile nelle fasi decisive del campionato. In questo contesto si inserisce l’analisi di Moreno Longo nel post partita, chiamato a fare i conti con una prestazione che impone riflessioni profonde e, soprattutto, risposte concrete nel brevissimo termine: «Sapevamo che sarebbe stata una partita complicata e difficile - le parole di Longo -. Nel primo tempo abbiamo retto con attenzione, avendo una palla importante con Rao. Non dovevamo subire il primo gol così presto, per giocarci poi delle chance diverse. Una squadra forte come il Monza sa come gestire la partita e come far girare palla. Abbiamo reagito, ma poi il Monza ha vinto in maniera meritata. Gli avversari hanno disputato una grande prestazione».
Una lettura che sottolinea come l’equilibrio iniziale sia stato spezzato da episodi gestiti meglio dai padroni di casa, capaci poi di indirizzare la gara sui binari più favorevoli. Da lì, anche le scelte tattiche diventano inevitabilmente oggetto di valutazione, soprattutto in relazione alla gestione dello svantaggio e dei cambi: «Non potevamo aprirci troppo presto. Avremmo dato campo al Monza e fatto più fatica. Dovevamo stare dentro la partita sino a dieci minuti dalla fine. Nel frangente dei cambi, abbiamo subìto la seconda rete. È stato voluto. Se dai spazio al Monza, in campo aperto ti fa male. Dobbiamo guardare avanti, alla prossima, e restare attaccati al gruppo che lotta sino alla fine. E sfruttare le nostre opportunità».
Il tema dell’atteggiamento resta centrale, ma all’interno dello spogliatoio si respinge l’idea di una squadra rinunciataria, ribadendo invece la consapevolezza del livello dell’avversario affrontato. Bisognerà, però, cambiare atteggiamento: «Non sono d’accordo - aggiunge Longo -. Avevamo messo in preventivo che in questa partita, come col Venezia, dovevi fare qualcosa di straordinario sperando che l’avversario fosse sottotono. Non dobbiamo perdere autostima, ma credere di poter raggiungere il nostro obiettivo. Fa parte del percorso sapere che contro il Monza sarebbe stato difficile».
Infine, uno sguardo alle scelte individuali, tra emergenze e decisioni tecniche, che hanno caratterizzato la vigilia e la gestione della gara. Vedi la presenza tra i pali di Pissardo al posto dell’indisponibile Cerofolini e la mancata chiamata di Pucino: «Contento per Pissardo, un ragazzo fantastico. Mette entusiasmo e positività al gruppo. Pucino? C’è poco da spiegare. Una scelta tecnica. Avevo sei difensori e vendendoli in settimana, ho preferito convocarne altri».















