TEL AVIV - L'Alta corte israeliana ha ordinato oggi di rivedere il tracciato della barriera di sicurezza - il Muro - che Israele sta costruendo in Cisgiordania, per minimizzare le sofferenze che esso provoca alla popolazione palestinese. I giudici della Alta corte hanno accolto in buona parte gli appelli presentati dagli avvocati dei palestinesi a cui sono stati confiscati terreni per innalzare la barriera.
Il tracciato scelto dalle autorità militari crea - a parere dei giudici di Gerusalemme - delle difficoltà non necessarie per la popolazione palestinese.
«Lo Stato deve trovare alternative che diano magari meno sicurezza ma che danneggino meno la popolazione. E queste alternative - precisano - esistono».
Secondo la radio militare, un tratto di barriera di 30 chilometri dovrà essere smantellato e spostato. Gli abitanti palestinesi di quella zona avranno diritto a risarcimenti.
Lo scopo principale della barriera è di contenere gli attentati terroristici palestinesi e su questo punto i giudici convengono con il governo che il progetto non è stato realizzato per fini politici.
La sentenza delle Corte Suprema israeliana giunge pochi giorni prima di quella della Corte internazionale di giustizia dell' Aja, che si esprimerà sugli stessi temi il 9 luglio prossimo su richiesta delle Nazioni Unite.
















