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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Negativi i primi test sui pozzi
confinanti con il sito Enea-Sogin

Agresti: «Sotto soglia i valori di cromo esavalente e triclorometano»

Negativi i primi test sui pozzi confinanti con il sito Enea-Sogin

di FILIPPO MELE
ROTONDELLA - Gli esami su prelievi effettuati dalla Asm ed analizzati dall’Arpab sulle acque di tre pozzi esterni e confinanti al sito Enea-Sogin sono risultati negativi. Respiro di sollievo, per ora, del sindaco Vito Agresti e dei residenti. Negativi anche gli esami dei due pozzi del Sinni del sistema antincendio di Enea. I primi cittadini del Metapontino, tuttavia, hanno “bussato” alla Regione: «Far presto per il disinquinamento della Trisaia». Ed Enea già da oggi è al lavoro per appaltare la realizzazione di 17 nuovi pozzi esterni alla struttura e per rimuovere, previa caratterizzazione, le strutture dell’ex sito nucleare dismesso Magnox.
La notizia delle acque dei tre pozzi con valori di cromo esavalente e di triclorometano al di sotto della Concentrazione soglia di contaminazione è stata resa nota da Agresti. Si tratta di risultati che dimostrano come l’inquinamento chimico della falda del sito sia rimasto all’interno.

O non ha interessato i tre pozzi sotto esame che potranno continuare ad essere utilizzati dagli agricoltori. Altra notizia tranquillizzante è quella sull’autorizzazione ad Enea di poter prelevare la risorsa idrica dai due pozzi laterali al Sinni. Risorsa che, esaminata, è stata ritenuta idonea all’uso. L’autorizzazione è stata concessa dalla Conferenza di servizio svoltasi martedì scorso in Municipio. Ma i sindaci, riunitisi subito dopo, hanno chiesto un incontro agli assessori regionali alla Sanità, Flavia Franconi, ed all’Ambiente, Francesco Pietrantuono, al fine di coinvolgerli nelle procedure, da accelerare al massimo, del disinquinamento. Procedure per cui c’è stato il via libera, sia pure parziale, ad Enea. L’ente può provvedere alla gara per 17 pozzi da cui sarà pompata acqua sia per esaminarla sia per eliminare i contaminanti.

Ma perchè autorizzazione parziale? Perché il serbatoio e le condutture ex Magnox, l’impianto sospettato della responsabilità dell’inquinamento, andranno caratterizzati come rifiuto prima del loro smaltimento. «Durante la loro rimozione – ha spiegato Marco Citterio, della Direzione centrale infrastrutture di Enea – saranno esaminati. Se si troveranno contaminanti nucleari allora i rifiuti saranno affidati a Nucleco per il loro condizionamento e confezionamento. Se si tratterà di inquinamento chimico allora saranno smaltiti come speciali. Entro inizio marzo contiamo di appaltare i lavori».

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Commenti all'articolo

  • Raffaele

    Raffaele

    18 Gennaio 2018 - 14:13

    Risultati negativi. C'era da aspettarselo.

    Rispondi

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