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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Progetto italo israeliano

In Basilicata il gasdotto
sottomarino più lungo del mondo

Approderà tra Pisticci e Metaponto: porterà 12 miliardi di metri cubi

Gas, gemello del Tap in Basilicatatra Pisticci e Metaponto

PIERO MIOLLA

Pisticci (Matera) - La Basilicata, in generale, e la costa ionica lucana, in particolare, si confermano hub privilegiati per il settore energetico. Almeno nelle intenzioni di un asse italo-israeliano che sta nascendo e pensa di rendere esecutivo il progetto EastMed. L’idea, presentata di recente in Italia dal ministro israeliano dell’Energia, Yuval Steinitz, è quella di realizzare un gasdotto sottomarino capace di trasportare circa 12 miliardi di metri cubi di gas naturale, da Israele alla costa ionica lucana, precisamente tra Pisticci e Metaponto.

Dopo il Tap, dunque, un’altra minaccia per il Sud Italia. O un’altra opportunità? La mission vorrebbe essere quella di consentire al nostro Paese, ma anche all’Europa, di crearsi una strada di approvvigionamento alternativa al gas russo e a quello proveniente dal mare del Nord. Al momento il progetto è ancora in embrione, tanto che alcune associazioni ambientaliste si chiedono se davvero il tracciato sia ancora quello reso noto, con partenza da Israele, primo approdo in Grecia e sbocco definitivo tra Pisticci e Metaponto, proprio l’esponente governativo di Israele non ha mancato di esprimere fiducia per un veloce passaggio del progetto dalla fase prettamente teorica a quella esecutiva.

Al punto che ci sarebbe già una stima del tempo necessario per la sua realizzazione: tra i 4 e 5 anni. Stimato anche il costo dell’investimento: circa 6 miliardi di euro, con sostanzioso finanziamento di Bruxelles, che, però, prima dovrà dare il suo «semaforo verde» all’opera. Il gasdotto EastMed convoglierebbe verso l’Europa il gas del giacimento offshore Leviathan, di proprietà della società Usa «Noble Energy», e verrebbe realizzato dalla Edison, azienda italiana controllata dalla francese Edf, in collaborazione con la società greca Depa. Sfocerebbe con un primo terminale in Grecia, per poi giungere dalle parti di Pisticci, una terra che, in termini di giacimenti, ha già dato: non va dimenticato, infatti, che dalle parti di Pisticci sono ancora attivi alcuni pozzi di petrolio e di gas. A Pisticci, inoltre, fu costruito il primo centro olio lucano, peraltro ancora in funzione, anche se di dimensioni molto più limitate di quello di Viggiano.

La città basentana, inoltre, insieme a Ferrandina e Salandra è stata coinvolta nell’affaire Geogastock, un progetto di stoccaggio e deposito di gas, previo riutilizzo di 14 pozzi inerti, con una capacità di accumulo complessiva di 1,2 miliardi di metri cubi. Di questi, circa 700 milioni da utilizzare a fini commerciali, i restanti 500 necessari a tenere il deposito in pressione per il funzionamento. Pisticci si è sfilata da quel progetto, che però va avanti nei pozzi situati nei territori di Ferrandina e Salandra. Sul punto, i sindaci di Pisticci e Policoro, Viviana Verri e Rocco Leone, i due centri maggiori del Metapontino, hanno di fatto commentato con parole prudenti la notizia. Entrambi hanno confermato che, laddove sarà necessario, difenderanno i loro territori. Ma, nel frattempo, la domanda principale rimane questa: perché proprio in Basilicata?

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