Il cinema

Matera, il «Kennedy» ancora ai titoli di coda: «Il futuro? La decisione in un mese»

carmela cosentino

Nel 2017 l’annuncio dei lavori: mai avviati. Il Comune lo mette in agenda

MATERA - Cancelli chiusi e degrado ambientale. Il cineteatro Kennedy continua a far parlare di sé. E non come contenitore culturale restituito alla comunità, ma come luogo dimenticato. A sollevare il problema, già lo scorso anno, Pasquale Doria di Matera civica. E adesso riaccende i fari sulla vicenda, Giovanni Angelino di Matera nel cuore, che chiede all’amministrazione comunale chiarimenti sul perché «un cineteatro che rappresenta la linfa culturale di un quartiere periferico ma situato ad un passo da un altro luogo di cultura, il Liceo artistico Carlo Levi, non sia ancora stato restituito alla comunità materana». Parliamo di un’opera architettonica costruita tra la fine degli Anni Cinquanta e gli inizi degli Anni Sessanta, per anni un centro culturale vivace e dinamico, palco di spettacoli teatrali e concerti, e sala cinematografica dalle prime visioni.

Situato in via Cappuccini, nel rione Agna, l’edificio versa in stato di abbandono, «con una piccola discarica a cielo aperto formatasi al di là del cancello chiuso a chiave. Una scena indecorosa per una città che ha ottenuto il titolo di capitale europea della cultura nel 2019 - sottolinea il fondatore di Matera nel cuore. Facendo un sopralluogo sul posto, salta agli occhi il cartello dei lavori che indica come anno di inizio il 2017 e la consegna prevista dopo 300 giorni. Mai avvenuta.

L’ avvio dei lavori per gli interventi di adeguamento del cinema Kennedy, fu annunciato dall’allora assessore ai Lavori pubblici, Michele Casino che in quella sede, parlò di una dotazione finanziaria pari a 1,2 milioni di euro di fondi Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione) e dell’assegnazione dei lavori alla ditta Pype Lyne spa di Pisticci ( se li aggiudicò per una somma di 617.133,23euro) che si impegnava a consegnare una struttura moderna, progettata dall’architetto Mattia Antonio Acito, dotata di una sala per le proiezioni, di uno spazio per le attività di recitazione e danza, di una caffetteria, di una sala incontri, di una saletta per le attività musicali e di uno spazio per il co-working e le residenze artistiche. Un progetto tuttavia mai realizzato, se non in piccola parte. I primi lavori avviati dall’impresa riguardarono lo smantellamento delle poltrone e lo svuotamento della struttura. «Fu in quella sede che si ebbe contezza delle situazioni statiche poco evidenti- spiega il responsabile unico del procedimento per il teatro Kennedy, l’ing. Emanuele Lamacchia Acito – Furono avviate le valutazioni con le prove di carico e il giudizio finale che fu dato dall’architetto Pino Gandi e dal direttore dei lavori, fu quello di non proseguire». Dalla valutazione «alla decisione della Pype Lyne spa di non restare vincolata al contratto, intraprendendo un’azione giudiziaria che l’ha portata ad ottenere la rescissione del contratto». Alla fine dello scorso anno l’immobile è ritornato al Comune. Adesso «la scelta sarà politica - aggiunge l’ingegnere - o dotare il progetto del budget che manca, si stima una spesa di oltre tre milioni di euro, demolendolo e riprogettandolo dall’origine, oppure l’amministrazione comunale dovrà capire come intende procedere. I tempi comunque non saranno lunghi. Nel giro di un mesetto faremo una scheda dettagliata con le operazioni da fare e un cronoprogramma aggiornato sulla tempistica».

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