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La mostra

Policoro, il ritorno delle tavole di Heraclea per il 50esimo del Museo della Siritide

Ritrovate nel 1732 nei pressi del fiume Cavone e conservate al Mann: sono state considerate tra i più importanti documenti epigrafici della Magna Grecia.

Policoro, il ritorno delle tavole di Heraclea per il 50esimo del Museo della Siritide

Tradizione classica, ricerca archeologica e un legame ideale con la stagione della Riforma fondiaria degli anni '50 nel Metapontino: sono gli elementi di interesse che caratterizzano la mostra, allestita presso il Museo archeologico di Policoro (Matera) su «Le Tavole di Eraclea. Tra Taranto e Roma». La mostra, inaugurata in serata e visitabile fino al 7 giugno - è stata ideata e organizzata dal Polo Museale della Basilicata in collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Napoli (Mann) e il Museo archeologico nazionale di Taranto (Marta), la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, e promossa insieme al Comune di Policoro.

L’evento - che celebra il 50/o anniversario della fondazione del Museo della Siritide - ruota attorno a un prestito delle Tavole di Eraclea, ritrovate nel 1732 nei pressi del fiume Cavone e conservate al Mann: sono state considerate tra i più importanti documenti epigrafici della Magna Grecia. Le Tavole sono un documento fondamentale per comprendere la storia sociale, politica e economica del territorio della Siritide. Le due lastre di bronzo costituiscono il più importante documento iscritto della Magna Grecia. Sono incise sui due lati, in greco e in latino, permettono di ricostruire le trasformazioni della città di Herakleia dalla sua fondazione da parte di Taranto alla fine del V secolo a.C. fino all’acquisizione dello statuto di municipio romano, attribuito alla città, ormai Eraclea, nella prima metà del I a.C. Nello specifico l’iscrizione greca è un regolamento per la gestione dei terreni dedicati a Dioniso e ad Atena e per la loro redistribuzione a scopi produttivi. Quella latina, invece, è un compendio di leggi municipali di età tardo-repubblicana.

Quanto alle finalità dell’evento, i promotori della mostra hanno detto che la stessa si propone di intrecciare la lunga tradizione classica di esegesi delle Tavole con i risultati delle indagini archeologiche dalla scoperta della famosa Tomba del Pittore di Policoro nel 1963 fino agli scavi e alle ricognizioni tuttora in corso nella città e nel territorio.

La mostra, inoltre, costituisce, uno spunto per ricollegarsi alla esperienza della Riforma Fondiaria degli annì50 del secolo scorso con il concomitante avvio delle esplorazioni archeologiche nell’area, effettuuate da Dinu Adamesteanu, primo soprintendente archeologo della Basilicata e fondatore del Museo della Siritide. La direzione delle mostra è della direttrice del Polo Museale di Basilicata, Marta Ragozzino ed è stata curata da Stéphane Verger, Savino Gallo con Dimitris Roubis e Gabriel Zuchtriegel. Il progetto di allestimento è di Vittoria Grifone/Stalkagency, l’ideazione grafica di Mauro Bubbico.

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