Sabato 17 Novembre 2018 | 16:19

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De Santis abbandona il progetto

Twiga Otranto, dopo Briatore
«lasciano» anche i salentini

Le polemiche per il sequestro dell'area nonostante 11 permessi

Briatore, ecco il Twiga  in versione pugliese

Il Twiga in fase di completamento (foto Rocco Toma)

LECCE - Gli imprenditori salentini scaricano Flavio Briatore dopo il sequestro del «Twiga» di Otranto. Divorzio in vista tra la cordata di investitori che ruota intorno al presidente di Federbalneari, Mimmo De Santis, e il patron del Billionaire, che nei giorni scorsi aveva annunciato l’abbandono del progetto Twiga dopo i sigilli al cantiere per sospetto abusivismo edilizio. Il manager piemontese aveva congelato la concessione del marchio alla struttura di località «Cerra» (dove non ha quote societarie e non è indagato), quando davanti ai cancelli dell’area si sono presentate le forze dell’ordine su mandato della procura. In quella zona, grazie a una convenzione stipulata con il Comune per installare strutture a servizio degli accessi a mare, De Santis e colleghi stavano realizzando un locale che già aveva attirato le attenzioni dei vip di mezzo mondo pronti a piombarsi nella Città dei Martiri.

Il marchio di Briatore, già presente in località come Dubai, Londra e Montecarlo, sarebbe servito a proiettare Otranto tra le mete di lusso del turismo internazionale. Gli esposti (tra cui quelli a firma del consigliere regionale del Movimento cinque stelle Cristian Casili) e il blocco dei lavori hanno suscitato un clamore intorno alla vicenda che però non è piaciuto agli investitori salentini, specie quando il clima si è fatto più rovente nel momento in cui Briatore ha annunciato l’abbandono del Salento. «Briatore ha deciso così e non saremo certo noi a rincorrerlo – ha commentato ieri De Santis – intorno alla vicenda si è creato un clima di fuoco che stiamo cercando di raffreddare per dar modo agli investigatori di poter lavorare in totale serenità. Per il futuro credo che ognuno andrà per la sua strada – ha annunciato - comunque andrà a finire». Per venerdì prossimo è attesa l’udienza presso il Tribunale del Riesame di Lecce per discutere l’istanza di dissequestro presentata dai legali della Cerra. In valutazione c’è anche la perizia di un consulente tecnico incaricato dalla procura per accertare gli eventuali abusi. Mauro Ciardo

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