Venerdì 27 Febbraio 2026 | 17:25

La provincia di Lecce capitale del lavoro creativo in Puglia

La provincia di Lecce capitale del lavoro creativo in Puglia

La provincia di Lecce capitale del lavoro creativo in Puglia

 
Maddalena Mongiò

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Maddalena Mongiò

La provincia di Lecce capitale del lavoro creativo in Puglia

I dati dell’Osservatorio regionale: assunzioni record e crescita costante. Il sistema resta condizionato dal calendario turistico. Oltre 3.400 posti creati nel secondo trimestre 2024

Venerdì 27 Febbraio 2026, 14:48

C’è un punto della mappa pugliese in cui la filiera culturale non solo funziona, ma accelera più che altrove. È Lecce, dove le industrie culturali e creative mostrano una vitalità che supera quella di qualunque altra provincia. Qui il lavoro creativo non è un settore di nicchia: è un motore vero e proprio, capace di generare picchi di oltre 3.400 assunzioni trimestrali, numeri che il resto della regione non avvicina.

I dati dell’Osservatorio del Mercato del lavoro della Regione Puglia raccontano un territorio che vive di cicli intensi, rapidi e profondamente legati alla stagionalità, ma con una performance complessiva che lo colloca tra i poli culturali più dinamici del Mezzogiorno.

Nel 2023 Lecce dimostra una capacità di espansione costante. Il primo trimestre si apre con 2.328 assunzioni, già un valore elevato rispetto ad altre province pugliesi; nel secondo trimestre si sale a 3.121 e, se nel terzo il ritmo si stabilizza appena sotto il picco (3.108), è nel quarto trimestre che la provincia tocca il punto più alto dell’anno: 3.391 contratti di lavoro. Le cessazioni seguono un andamento speculare: nel terzo trimestre raggiungono 2.510, evidenziando il ruolo cruciale dei mesi estivi per un settore che intreccia creatività, turismo ed eventi.

Il 2024 conferma e amplifica questa traiettoria. Il secondo trimestre tocca il massimo assoluto del biennio con 3.436 assunzioni, superando anche la migliore performance del 2023. È un segnale netto: la domanda di lavoro nel comparto culturale leccese non solo è alta, ma cresce ancora. Tuttavia, l’andamento conserva la sua tipica alternanza: nel terzo trimestre si scende a 2.893 e nel quarto il dato cala ulteriormente fino a 2.469. Anche le cessazioni presentano il loro picco nel terzo trimestre (2.484), replicando fedelmente lo schema dell’anno precedente.

Il primo trimestre 2025 riporta i valori verso l’avvio fisiologico del ciclo: 2.242 attivazioni e 1.203 cessazioni, in linea con le ripartenze dei due anni precedenti.

La caratteristica più evidente resta la differenza tra il punto più alto e quello più basso del ciclo annuale: uno scarto di oltre 1.100 contratti, che restituisce l’immagine di un ecosistema vivo, ma estremamente condizionato dal calendario culturale e turistico della provincia.

Accanto ai flussi contrattuali, il comportamento degli annunci online offre un altro indizio del dinamismo del territorio. Nel 2023 i volumi restano contenuti, mentre nel primo trimestre 2024 si registra un aumento significativo. Non si tratta però di un trend continuo: già dal secondo trimestre gli annunci calano sensibilmente, stabilizzandosi su percentuali simili all’anno precedente. Il primo trimestre 2025 registra un nuovo rialzo, segnale che le imprese culturali leccesi tendono a concentrare la ricerca di personale nei periodi immediatamente precedenti i picchi occupazionali.

Un dato cruciale emerge dal confronto tra annunci e assunzioni: i primi rappresentano una parte molto ridotta rispetto ai contratti di lavoro effettivi. Ciò indica che il settore dell’industria culturale e creativa leccese funziona attraverso reti informali, relazioni consolidate, collaborazione tra professionisti, piccoli laboratori creativi e associazioni culturali. È un mercato dove il passaparola, la reputazione e la conoscenza diretta pesano più dei canali digitali.

Lecce si conferma così un laboratorio di produzione culturale ad alta intensità: produce molto lavoro, lo concentra in cicli rapidi, evolve con velocità superiore alla media regionale.

Ma la sua forza è anche la sua fragilità: la forte stagionalità rende il sistema esposto a oscillazioni repentine e richiede politiche stabili di accompagnamento per sostenere una filiera che, quando entra in fase alta, è capace di trainare l’intero comparto creativo pugliese.

In questo quadro, la performance leccese assume un valore che va oltre il dato occupazionale: racconta una provincia che vive di cultura, la produce, la trasforma in opportunità economica e continua a farlo con un’intensità che nessun altro territorio pugliese riesce a replicare.

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