Martedì 20 Gennaio 2026 | 15:49

«Lecce non è una città per le bici»: «incuria» e «abbandono» tra cantieri fermi e tratti cancellati

«Lecce non è una città per le bici»: «incuria» e «abbandono» tra cantieri fermi e tratti cancellati

 
Andrea Aufieri

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Andrea Aufieri

«Lecce non è una città per le bici»: «incuria» e «abbandono» tra cantieri fermi e tratti cancellati

LeccePedala scrive al sindaco e denuncia. Timori anche per i ritardi sulla ciclovia universitaria finanziata dal Pnrr

Martedì 20 Gennaio 2026, 13:47

“Incuria” e “abbandono” sono i termini che il movimento di cittadinanza attiva LeccePedala impiega per descrivere lo stato delle piste ciclabili di Lecce, in una lettera indirizzata al sindaco, Adriana Poli Bortone. E a questo aggiunge un forte timore per la possibilità effettiva di ultimare la rete ciclabile universitaria che dovrebbe essere realizzata con i fondi del Pnrr ed è ancora a un terzo del completamento.

Il movimento chiede una decisa inversione di rotta sulle politiche di mobilità sostenibile, denunciando una situazione di emergenza. Tra mancata manutenzione, cancellazione di tratti di piste e cantieri che procedono a rilento, la rete ciclabile cittadina è oggi in uno stato di grave criticità. Alla missiva, LeccePedala allega una mappa che evidenzia la diffusione delle problematiche lungo piste e percorsi ciclabili. Dal documento emerge un quadro caratterizzato da interventi incompiuti, segnaletica assente o deteriorata e cancellazioni che, secondo l’associazione, compromettono sicurezza e funzionalità della mobilità attiva.

Tra i casi più rilevanti vengono citate la soppressione della pista ciclabile di via Fornello Casale, che merita un discorso a parte per la centralità strategica di quel tratto di strada, e la cancellazione delle corsie ciclabili di viale De Pietro e via Garibaldi, oltre a numerosi episodi di ordinaria mancata manutenzione. Adriana De Carlo, portavoce di LeccePedala, sottolinea come la situazione attuale configuri un’emergenza con ricadute dirette sulla sicurezza degli utenti più vulnerabili della strada, scoraggiando l’uso della mobilità attiva. A ciò si aggiunge il mancato avvio o completamento di interventi che rischiano di rendere inutili anche le piste già esistenti.

De Carlo richiama la necessità di «interventi organici e coerenti per realizzare la rete prevista dal Pums, con l’obiettivo di superare l’idea che le piste ciclabili di Lecce siano scollegate e prive di continuità». A rischio è anche la sicurezza, fattore che induce molti cittadini a rinunciare alla mobilità attiva, «contribuendo ad aumentare la congestione del traffico automobilistico».

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda lo stato di attuazione della rete ciclabile universitaria, realizzata finora per poco meno di un terzo, nonostante le scadenze stringenti del Pnrr. Secondo LeccePedala, i ritardi «potrebbero compromettere il finanziamento di 4,5 milioni di euro ottenuto dal Comune di Lecce».

Nel documento si ribadisce che ogni modello di mobilità sostenibile deve essere accompagnato da una visione organica e da un’attenzione quotidiana ai problemi dei cittadini. La lettera entra poi nel dettaglio delle principali criticità riscontrate nella rete ciclabile esistente. Oltre a via Fornello Casale, è segnalata la situazione di viale Lo Re, nel tratto tra via Verardi e via Duca degli Abruzzi, dove la segnaletica orizzontale della corsia ciclabile risulta scolorita fino quasi a scomparire. In via XXV Luglio e viale Marconi, il tratto tra il castello e l’attraversamento per viale Lo Re è occupato da un cantiere senza indicazioni sull’interruzione della pista ciclabile, mentre nella risistemazione dell’area viene richiesta la realizzazione di un collegamento funzionale tra i due assi viari, già indicato come esistente nel Pums.

I lavori per il Giro d’Italia hanno contribuito alla cancellazione unilaterale di molti interventi per la mobilità sostenibile. All’Obelisco, la segnaletica della pista ciclabile non è stata ripristinata, così come in viale De Pietro, dove nel tratto tra il liceo scientifico De Giorgi e via Costadura il percorso ciclabile sulla corsia riservata agli autobus è stato cancellato. Ulteriori criticità riguardano la mancanza di collegamento tra via Lodi e viale Aldo Moro, la cancellazione dell’attraversamento ciclabile in viale Rossini alla rotatoria della statale 16 durante i lavori di riqualificazione della circonvallazione, il mancato rifacimento dell’attraversamento ciclabile in viale Torre del Parco all’incrocio con via Sardegna e la cancellazione della corsia ciclabile in via Garibaldi tra via Piave e via XXV Luglio. In diversi tratti delle piste di viale Giovanni Paolo II e via Vecchia Frigole, inoltre, gli arbusti incolti rappresentano un ostacolo alla circolazione.

E poi c’è la piaga dei cantieri. Per il collegamento Lecce-Ecotekne, LeccePedala lamenta una segnaletica ambigua che consente il transito di automobilisti, autobus e mezzi pesanti a velocità elevate, con gravi rischi per i ciclisti. L’associazione ribadisce la necessità di un’ordinanza che preveda divieti per i mezzi pesanti e per le auto non frontiste, il limite di velocità a 30 km/h, il senso unico eccetto bici nei tratti più stretti e l’introduzione di elementi di moderazione della velocità.

La connessione ciclabile tra i quartieri San Sabino, Settelacquare e il centro, così come quella tra piazza Partigiani e viale Aldo Moro, procede molto lentamente e presenta soluzioni critiche per la circolazione, tra conflitti tra pedoni e ciclisti e assenza di protezioni contro l’accesso delle auto. Altri cantieri risultano fermi o non avviati, con piste realizzate solo parzialmente o mai entrate in funzione, come nel caso della connessione tra viale della Repubblica e viale Grassi, dell’itinerario tra la stazione e viale Aldo Moro, delle opere in via Dalmazio Birago e via Fiume, delle connessioni ciclabili tra Borgo Pace e il centro, lungo via De Jacobis, via Santa Maria dell’Idria e via Diaz, e delle connessioni ciclabili a nord da Parco di Belloluogo a Borgo San Nicola e nel quartiere Santa Rosa.

La lettera si conclude con l’appello di LeccePedala affinché l’amministrazione comunale intervenga con urgenza «per garantire sicurezza, continuità e funzionalità alla rete ciclabile cittadina, evitando il rischio di perdere risorse importanti e di compromettere lo sviluppo di una mobilità realmente sostenibile».

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