Mercoledì 14 Gennaio 2026 | 16:42

Filobus a Lecce, è muro contro muro per il referendum su potenziamento e estensione della filovia in città

Filobus a Lecce, è muro contro muro per il referendum su potenziamento e estensione della filovia in città

 
Gaetano Gorgoni

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Gaetano Gorgoni

Filobus a Lecce, è muro contro muro per il referendum su potenziamento e estensione della filovia in città

Salvemini replica a Tondo e rilancia le accuse di sabotaggio del referendum. Sindaco e presidente del Consiglio bacchettano il Comitato: «Nessuna stasi, c’è prima il passaggio in Commissione Statuto»

Mercoledì 14 Gennaio 2026, 14:53

Il referendum sul potenziamento e l’estensione della filovia in città diventa terreno di scontro politico sempre più aspro. Alle dichiarazioni del capo di gabinetto del sindaco, Angelo Tondo, che ha definito la consultazione popolare «intempestiva e costosa», risponde duramente l’ex sindaco Carlo Salvemini, accusando l’amministrazione guidata da Adriana Poli Bortone di voler depotenziare, se non addirittura sabotare, uno strumento di democrazia diretta previsto dallo statuto comunale.

Secondo Tondo, però, indire un referendum in questa fase sarebbe un errore: «Il referendum su una richiesta di finanziamento ancora in bilico rischia di trasformarsi in un esercizio inutile e costoso». A suo dire, inoltre, il quesito sarebbe giuridicamente debole perché «si parla di un atto di competenza della giunta e non del Consiglio comunale» e, come ricordato dal professor Tondi Della Mura, «un referendum può riguardare solo atti consiliari, non provvedimenti della giunta».

Una ricostruzione che il consigliere Salvemini contesta punto per punto. «A Palazzo Carafa pensano che il referendum sia un esercizio inutile e costoso», afferma, ricostruendo la cronologia della vicenda. «Il 12 settembre il Comitato referendario ha depositato 7.234 firme. Il 12 dicembre la Commissione tecnica, chiamata a esprimersi sull’ammissibilità del quesito, ha deciso di trasferire al Consiglio comunale la valutazione sulla legittimità del regolamento. Il 12 gennaio, però, la cittadinanza è ancora all’oscuro di cosa si intenda fare». Per l’ex sindaco si tratta di «un gioco delle parti organizzato» e non manca la provocazione politica: «Spendere un milione di euro per il Giro d’Italia invece non è considerato inutile». Salvemini respinge anche l’idea che si tratti solo di una domanda di finanziamento al Ministero: «Il Comune di Lecce non ha presentato una semplice richiesta. Ha approvato con una delibera di giunta tutti gli atti tecnici e amministrativi per il potenziamento e l’estensione della filovia, che oggi sono stati candidati a un bando ministeriale, ma che domani potrebbero essere riproposti su altre misure di finanziamento».

Sul piano istituzionale, Salvemini attacca anche il silenzio dell’amministrazione: «Rispondere non è solo cortesia. È politica. Il 12 dicembre il Comitato referendario ha chiesto chiarimenti formali al Segretario comunale. A distanza di un mese nessun riscontro è stato fornito». La conclusione è netta: «Chi dice a parole di volere il referendum, nei fatti agisce per sabotarlo facendo scorrere il tempo».

Alle accuse replica il sindaco Adriana Poli Bortone, che respinge l’idea di una paralisi amministrativa: «Nessuna stasi vi è stata negli organismi comunali, ma una normale interruzione di attività per le festività natalizie». La prima cittadina precisa che la richiesta del Comitato presenta profili procedurali non corretti: «La revisione del regolamento per la celebrazione del referendum dovrà avvenire in Commissione Statuto e solo al termine dei lavori potrà essere istruita la delibera da sottoporre al voto del Consiglio comunale. È superfluo chiedere maggiore chiarezza, perché l’attuale amministrazione agisce normalmente nella chiarezza».

Le fa eco il presidente del Consiglio comunale, Bernardo Monticelli Cuggiò: «La Commissione tecnica ha sollevato un dubbio sulla legittimità del regolamento laddove prevede quesiti referendari anche su atti di competenza del sindaco e della giunta», spiega, paventando il rischio che l’aula consiliare «possa invadere spazi di competenza riservati ad altri organi». Quanto ai tempi, precisa: «Il Consiglio comunale potrà essere, e sarà, convocato a valle dei lavori della competente Commissione Statuto».

Il confronto resta aperto e lo scontro politico si sposta ora sul terreno delle regole e dei tempi. Per l’opposizione, prima ancora del merito del filobus, è in gioco il rispetto di un percorso di partecipazione popolare; per l’amministrazione, invece, la priorità resta quella di evitare una consultazione ritenuta prematura e giuridicamente fragile.

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