Venerdì 09 Gennaio 2026 | 11:04

Il Lecce non trova slancio: l’attacco anello debole e il gol resta un miraggio

Il Lecce non trova slancio: l’attacco anello debole e il gol resta un miraggio

 
Pierpaolo Verri

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Pierpaolo Verri

Il Lecce non trova slancio: l’attacco anello debole e il gol resta un miraggio

La sconfitta contro la Roma ha consegnato una squadra con poche luci e troppe ombre. Tanti errori tecnici, troppe leggerezze e la solita poca lucidità negli ultimi metri

Giovedì 08 Gennaio 2026, 14:31

Ci si aspettava un Lecce diverso sull’onda lunga del pareggio ottenuto in trasferta sul campo della Juventus, ma la sconfitta contro la Roma ha consegnato una squadra con poche luci e troppe ombre. Il rammarico è tanto in casa giallorossa, perché la sensazione è che capitan Falcone e compagni non siano riusciti a giocarsi al meglio le proprie chance per provare a strappare punti anche contro la formazione capitolina.

Tanti errori tecnici, troppe leggerezze e la solita poca lucidità negli ultimi metri. Il campo ha detto che il Lecce ha ancora tanto da fare per riuscire a esprimere al meglio il suo potenziale. Il dato delle 20 palle perse è emblematico della confusione e della poca pulizia tecnica nelle giocate, un numero che fa riflettere, al pari di quello relativo ai tiri in porta. La squadra di Eusebio Di Francesco, infatti, ha prodotto una sola conclusione nello specchio della porta avversaria (un tiro centrale di N’Dri, facile preda di Svilar). Pesa, chiaramente, il rigore in movimento fallito da Pierotti da buonissima posizione. Un errore arrivato con il risultato ancora sullo 0-1, con una Roma che appariva un po’ alle corde e un Lecce che sembrava riuscire a diventare sempre più padrone del campo. La colossale palla-gol fallita ha tagliato le gambe ai salentini e ha rinvigorito la squadra di Gasperini, che poi è riuscita a trovare il raddoppio che ha chiuso i conti.

Inevitabilmente, all’indomani del ko contro la formazione capitolina, il focus si sposta sui numeri ancora troppo carenti della fase offensiva. Il Lecce ha il peggior attacco del campionato, con appena 12 reti segnate in 18 partite disputate. Un trend che in proiezione preoccupa seriamente e che richiede necessariamente una svolta, perché con questi numeri dal punto di vista realizzativo diventa difficile dare continuità ai risultati. Poca concretezza negli ultimi metri ma anche una diffusa difficoltà nel riuscire a creare seri pericoli nei venti metri finali.

Al Lecce sembra sempre mancare lo spunto, la giocata capace di far saltare il banco. La manovra si rivela spesso farraginosa e in avanti le soluzioni scarseggiano. I numeri dei due centravanti non sono certamente soddisfacenti: un gol a testa per Štulić e Camarda a questo punto del campionato è un bottino troppo misero, ma guai a buttare addosso la croce solo alle punte centrali. È lecito infatti aspettarsi di più anche dagli esterni. La sensazione è che, quando le corsie non funzionano, il Lecce faccia davvero grossa fatica a creare seri pericoli in avanti. Contro la Roma, Di Francesco ha optato per una soluzione diversa dal solito, mandando in campo contemporaneamente Sottil e Banda, che di ruolo sono entrambi esterni sinistri. Una scelta bocciata dal campo, perché i due non sono riusciti a entrare in partita e non hanno fatto la differenza con le loro provvidenziali scorribande. Qualcosa in più l’ha fatta N’Dri, che finora è stato utilizzato esclusivamente come arma a gara in corso. Pesano, invece, gli zero alla voce dei gol segnati di Morente e Pierotti (che in due, lo scorso campionato, ne avevano segnati sette). Di certo, sta mancando al Lecce l’estro di Berisha in mezzo al campo. Il numero dieci albanese è il giocatore di qualità in grado di inventare dalla trequarti in su, ma l’infortunio rimediato contro il Pisa a dicembre lo terrà ancora lontano dal campo. Kaba al suo posto offre garanzie in fase di copertura, ma quando c’è da proporsi non sembra avere il cambio di passo né i tempi di gioco per fare la differenza nella fase realizzativa. Con il mercato invernale che sta entrando nel vivo, delle riflessioni sembrano quantomeno opportune. La rosa del Lecce è certamente all’altezza dell’obiettivo salvezza (17 punti in 18 partite sono un buon bottino), ma non si può negare la necessità di correttivi soprattutto fra centrocampo e attacco. Più che di alternative, si ravvede il bisogno di profili pronti, che possano incidere da subito, ritagliandosi uno spazio fra i titolari, soprattutto in mezzo al campo e sulla fascia destra dell’attacco.

Intanto, i giallorossi sono stati impegnati ieri mattina in un allenamento al centro sportivo di Martignano in vista della gara casalinga con il Parma, «lunch match» della 20ª giornata di Serie A. Früchtl, Berisha e Morente hanno svolto un lavoro personalizzato. Assente Coulibaly, che venerdì disputerà i quarti di finale della Coppa d’Africa con il suo Mali. Per la giornata odierna mister Di Francesco ha fissato una seduta mattutina al «Via del Mare».

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