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Giannini cuore di Roma: «Lecce avversario temibile»

Giannini cuore di Roma: «Lecce avversario temibile»

Giannini cuore di Roma: «Lecce avversario temibile»

 
Antonio Calò

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Antonio Calò

Giannini cuore di Roma: «Lecce avversario temibile»

«L’assenza di Dybala pesa, il pareggio può far comodo solo ai pugliesi»

Mercoledì 26 Marzo 2025, 12:13

LECCE - A Roma, Giuseppe Giannini è nato e nella Roma è cresciuto calcisticamente sino ad approdare nella formazione maggiore, della quale è diventato capitano, disputando oltre trecento partite e realizzando una cinquantina di reti. Nel team capitolino ha meritato l’appellativo di «Principe», per la sua eleganza e per l’abilità nel giocare sempre a testa alta, con grande visione di gioco e bravura nel toccare la palla con entrambi i piedi. Nel Lecce, invece, ha chiuso la carriera, firmando per il club salentino nel gennaio 1998, con la compagine giallorossa oramai avviata verso la retrocessione tra i cadetti, ed è rimasto nel 1998/1999, contribuendo alla promozione in massima serie. Nel «tacco d’Italia» ha poi lavorato come allenatore, a Gallipoli, centrando una storica promozione dalla C alla B, nel 2008/2009.

«La Roma è la squadra del mio cuore - dice Giannini - Da romano e da romanista non potrebbe essere diversamente. Al Lecce, però, mi legano ricordi molto belli, come del resto quelli relativi al periodo vissuto con il Gallipoli. Curiosamente, il comun denominatore di questi tre sodalizi sono i colori giallorossi». Sabato, alle 20,30, al “Via del Mare”, è in calendario la sfida tra l’undici allenato da Marco Giampaolo e quello diretto da Claudio Ranieri: «I punti in palio sono pesanti per entrambe le contendenti. La Roma, avendo iniziato male la stagione, sa che, per conquistare la zona-Champions, deve continuare a correre. Quindi proverà ad imporre la propria manovra. Ma anche il Lecce avrà il medesimo intento, in quanto la filosofia del proprio trainer è quella di giocare un buon calcio e di provare sempre a vincere. Considerata la caratura dei rivali, i salentini potrebbero considerare in termini positivi anche un eventuale pareggio, ma quando si scende in campo con un simile obiettivo si finisce quasi sempre col perdere. Stanti queste premesse, mi aspetto una partita aperta, tirata, in bilico, pur con un atteggiamento guardingo della compagine di casa».

Il “Principe” pone l’accento su una assenza con la quale dovrà fare i conti la Roma, che a suo parere sarà alquanto grave: «Ranieri ha perso per tutte le restanti gare Dybala, che è senza dubbio il calciatore di maggiore classe della rosa, l’uomo in grado di determinare la superiorità numerica e di tirare fuori colpi di prim’ordine. Sarà un handicap di rilievo, sia a Lecce che nei match seguenti. In campo dovrebbe andare uno tra Baldanzi e Soulé. O entrambi. Suppongo che saranno loro i due elementi che i salentini proveranno ad imbrigliare per limitare l’imprevedibilità dei loro avversari nel tentativo di rendere più “piatta” la gara». I due team sono reduci da cicli del tutto differenti: «Da quando Ranieri ha assunto le redini del complesso capitolino, la Roma si sta comportando benissimo. Da tecnico bravo e navigato qual è, ha saputo portare tranquillità in seno allo spogliatoio e ha toccato le corde giuste con la tifoseria, che si è compattata intorno alla squadra. Il Lecce ha perso le ultime quattro sfide e quindi non è riuscito ad allungare rispetto alla zona maggiormente a rischio, che dista tre lunghezze. Un peccato, in quanto contro Udinese e Milan, per come si sono dipanate le due partite, avrebbe potuto muovere senz’altro la graduatoria. Ora Baschirotto e compagni dovranno essere bravi a non farsi risucchiare da chi insegue e dovranno dimostrare nervi saldi e la capacità di sfruttare le situazioni favorevoli per meritare i punti che mancano per restare in A. Da ex, il mio auspicio è che si salvino».

L’ex centrocampista, che ha indossato 49 volte la maglia azzurra della nazionale maggiore (bronzo ai mondiali del 1990) ed in 16 incontri quella dell’under 21 (argento agli europei del 1986), indica da dove arriveranno i pericoli per il Lecce: «A fare la differenza, di solito, sono soprattutto i calciatori abili nell’uno contro uno, che sanno saltare l’uomo. Ecco perché Baldanzi e Soulé andranno guardati a vista. Inoltre, la Roma è abilissima sulle palle inattive ed è in grado di fare molto male ai salentini che, di contro, le subiscono parecchio». Infine, sceglie chi, tra gli uomini a disposizione di Giampaolo, ha i mezzi per incidere nel confronto di sabato: «Mi piace molto il terzino mancino Gallo, ma su tutti apprezzo il centravanti Krstovic perché è un lottatore, non molla mai, non si abbatte se commette un errore, “sente” la porta, calcia bene ed è forte anche di testa. Un altro che, se in forma, ha numeri importanti, è l’esterno alto Banda, che però non è rientrato a tempo pieno dopo il lungo infortunio. Molto bravo è pure il portiere Falcone, romano e romanista come me».

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