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Santa Cesarea, l’enorme spreco di denaro

Santa Cesarea, l’enorme spreco di denaro

Abbandonato il «Nuovo» centro termale fatto 40 anni fa con una spesa di 49 miliardi

11 Agosto 2022

Giovanni Nuzzo

SANTA CESAREA TERME - Un patrimonio immobiliare di proprietà comunale mai utilizzato, spreco di risorse pubbliche, continua a “vivere” in abbandono e degrado. Stiamo parlando del «Nuovo» centro termale, il cosiddetto «Mammoccione» realizzato 40 anni fa, con un finanziamento di 49 miliardi di vecchie lire, che rimane al centro di una paradossale vicenda dai grandi sperperi. Una struttura architettonica, lacerata, sventrata e lasciata all’incuria del tempo. Uno stabile a brandelli con intonaci e solai pericolanti che si staccano da un giorno all’altro. Un complesso in completa devastazione e rovina con uno scenario da post bombardamento.

Anche se sembra - e si spera - che il degrado del Centro potrebbe avere i mesi contati. Sarebbe imminente - questa la notizia - la pubblicazione del bando pubblico per la gestione delle Terme, predisposto dal Comune, per l’affidamento dell’immobile ad una società privata. Un iter amministrativo, quello del bando, che si trascina da anni, rinviato di sei mesi in sei mesi. La volontà dell’amministrazione comunale è quella di mantenere pubblica la proprietà delle Terme ed affidare ad un privato la gestione. Il bando dovrebbe rimanere aperto sino al 31 dicembre prossimo.
Ma intanto, un gioiello salentino mai entrato in esercizio, costato 39 miliardi di lire, seguiti da ulteriori 10 miliardi per la ristrutturazione e dall’anno 2000, versa nel più assurdo abbandono, all’incuria del tempo e preda di tanti furti. Un’opera simbolo degli sprechi.

Il vasto complesso edilizio, ubicato a 120 metri di altezza dal livello del mare, sorge all’estremità della dorsale con vista panoramica di tutto il Canale d’Otranto a pochi passi dalla pineta. La struttura si sviluppa su una superficie di 20 mila metri quadrati coperti realizzati su tre livelli. L’esposizione alla salsedine e ai quattro venti da circa 40 anni, l’incuria e i continui atti vandalici con il danneggiamento della muratura, vetrate, infissi, cavi elettrici, plafoniere cadenti e furti delle suppellettili, hanno sempre impedito che il complesso fosse agibile. Non sono mancate vegetazione selvaggia, tutt’intorno, e alcune aree trasformate in discarica abusiva.

Era stato costruito nel precedente millennio per diventare un centro di riabilitazione a cinque stelle con la possibilità di 150 nuovi posti di lavoro. Tant’è che il progetto prevedeva un piano interrato con piscina, vasca per adulti e per bambini, spogliatoi, servizi igienici e pronto soccorso, ambulatori, sala attesa e palestre. Era stato realizzato anche un centro benessere per sfruttare le grotte sulfuree e le acque del mare. Al piano terra oltre alla reception, vi sono le sale visite, il reparto inalazioni, fangoterapia e locali commerciali. Infine, il primo piano si sviluppa su 5 mila metri quadrati coperti con 48 camere con annessi servizi igienici, mensa, sale conferenze e soggiorno. Insomma, tutto era stato progettato e realizzato a regola d’arte per essere considerato un fiore all’occhiello non solo di Santa Cesarea Terme, ma di tutto il territorio pugliese. Una cattedrale del benessere che doveva richiamare i turisti e sfruttare la risorsa dell’acqua termale, ma che oggi risulta abbandonata e distrutta.
Nel corso di questi 40 anni ha anche subito due sequestri giudiziari, con Regione e Comune che hanno continuato a scambiarsi, attraverso carte bollate, le varie responsabilità. Nel 2007, infatti i lavori di completamento stavano per partire quando intervenne la magistratura mettendo sotto sequestro tutta l’opera, per una presunta truffa ai danni dello Stato, notizia di reato poi archiviata. Oggi, l’opera risulta dimenticata e in pieno abbandono e devastata dall’azione dell’uomo. Un “mostro” edilizio che, secondo molti, andrebbe ormai raso al suolo considerata la pericolosità.

Sono trascorsi circa 40 anni dalla posa della prima pietra ma il «Nuovo» Centro termale riabilitativo, che doveva essere considerato d’eccellenza, non ha mai visto il taglio del nastro nonostante Regione Puglia e Comune abbiano rilevato il 99,99 per cento del pacchetto azionario dal Ministero del Tesoro, impegnandosi ad attivare un piano di sviluppo. Nel 2016 sembrava che ci sarebbe stata una svolta per far risorgere, ristrutturare e riqualificare il «Nuovo» Centro termale, ma anche questa richiesta si è rivelata inconsistente. La richiesta di concessione giunta sul tavolo del sindaco Pasquale Bleve da parte della società “Ge.Ter. srl” di Roma per dare vita a tutto l’immobile realizzato e mai entrato in funzione, con un investimento di 60 milioni di euro non è andata mai in porto. Tra le intenzioni della società ci sarebbe stata anche l’apertura di tre strutture alberghiere, aperte praticamente quasi per l’intero anno. Ma poi tutto si è dissolto nel nulla.

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