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In Puglia e Basilicata

il caso

«Pressioni sui dirigenti per colpire il Comune di Nardò»

Nardò, il Comune deve risarcire 72mila euro per una caduta

La denuncia: «C’è una vera e propria trama di natura politica»

31 Luglio 2022

Stefano Manca

NARDO' - «Sono in atto dei tentativi di condizionamento per mettere in difficoltà il Comune». Si approva il bilancio ma a Palazzo Personè a far rumore sono le dichiarazioni rese dal sindaco Pippi Mellone durante il dibattito in aula. Il contesto è il consiglio comunale di venerdì scorso, durante il quale la maggioranza ha approvato tra le altre cose il bilancio di previsione finanziario 2022-2024, lo strumento di pianificazione economica e di programmazione politica dell’ente.

Durante il dibattito il primo cittadino ha preso la parola svelando retroscena, se accertati gravissimi, che avrebbero preceduto la seduta dell’ultimo Consiglio comunale. «Ritengo doveroso informare il Consiglio e la città - ha affermato il primo cittadino - che negli ultimi tempi qualcuno ha giocato allo sfascio, puntando chiaramente a mettere in ginocchio l’ente e a spedirlo tra le secche della difficoltà gestionale. Una vera e propria trama di natura politica». Fin qui, seppur dura, l’accusa agli avversari sarebbe di carattere esclusivamente politico. Dopo però l’attacco si fa più circostanziato: «Una trama - ha proseguito Mellone - che si è concretizzata in specifici tentativi di influenzare le persone coinvolte nel processo di redazione del bilancio. Sono stati avvicinati e fatti oggetto di tentativi di condizionamento, infatti, sia uno dei dirigenti che si è avvicendato alla guida del settore economico-finanziario, sia un componente di una commissione». Il sindaco dunque durante il consiglio comunale di venerdì scorso ha parlato di pressioni e “tentativi di condizionamento” in riferimento a episodi accaduti nelle settimane che hanno preceduto l’approdo in aula del bilancio. Prima di dirlo a giunta e consiglio, precisa il primo cittadino, «ho informato in un esposto le autorità competenti dei fatti di cui sono venuto a conoscenza».

Infine, il messaggio di Mellone ad avversari e “registi” dell’operazione denunciata un attimo prima: «Qualcuno evidentemente giudicherà chi, in preda alla disperazione, ritiene di usare in politica armi non convenzionali. I cittadini, intanto, hanno già giudicato e deciso chiaramente da che parte stare». Non fa nomi Mellone, almeno per il momento, né va oltre oggi rispetto alle affermazioni in aula di due giorni fa. L’unico “indizio” è il riferimento del sindaco a pressioni subite da un dirigente avvicendatosi alla guida del settore economico-finanziario. Ciò lascerebbe intendere che tali episodi riferiti da Mellone si sarebbero verificati dopo un avvicendamento di dirigenti nel Comune.

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